“Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte nel tuo cuore” (Eleanor Roosevelt)/font>

martedì 24 giugno 2008

aggreganews Dal Gran Consiglio

Premetto che rivesto la carica di municipale nel comune di S. Abbondio e sono membro della delegazione consortile del PR. Premetto che anche io ho votato si all’aggregazione senza troppo coinvolgimento e con il motto allontaniamoci dal campanile.

Il cantone nel caso specifico è chiamato a dare l’avvallo a progetti nati nei comuni. È chiaro che dovremmo avere una visione distaccata e globale dell’evento per poterlo inserire al meglio nel contesto cantonale. Ma soprattutto sarebbe indispensabile avere chiari criteri per valutare la qualità di una fusione, del lavoro fatto nei comuni che porta alla creazione di un nuovo comprensorio.

Nel presente progetto, in base alla mia esperienza e sottolineo, mia esperienza, viene a meno l’unità del progetto di fusione. Il voto espresso è stato principalmente volto al principio di aggregarsi e non ad un progetto in cui identificarsi. Tale presa di coscienza purtroppo è avvenuta a voto scrutinato a seguito del no di S. Nazzaro. Il clima che si è creato dopo la votazione, un clima di “non entrata in materia” di zittire sul fatto che ha portato S. Nazzaro ad esprimere un no e se lo si doveva lasciare fuori o coattare, mi ha parecchio infastidito e mi ha fatto riflettere.

Quale municipale vi dico che stiamo commettendo lo stesso errore due volte ed è ciò che si sta facendo con la coatta di S. Nazzaro. Anche sulla coatta i municipi non hanno potuto esprimersi aprendo un vero dibattito, ma peggio ancora non sono nemmeno stati interpellati e questo lo potete appurare leggendo semplicemente il messaggio. Si persiste nell’errore di fondo. Si interpella solo l’associazione dei comuni o solo alcuni membri di essa e tutto il resto tace e si paralizza.

L’impostazione della procedura che ha portato a questa aggregazione ha fatto si che i municipi di fatto non abbiano potuto esprimersi su alcuni aspetti determinanti nell’esito materiale finale del progetto da sottoporre a votazione del popolo.
Solo dopo la votazione ad esempio è emerso che dall’importante decisione se procedere ad una fusione alto e basso Gambarogno i municipi sono stati esclusi e la decisione è stata presa oltre che dai sindaci anche dal presidente del consorzio PR e dal presidente dell’Ente turistico senza particolari consultazioni interne. Quali saranno stati i criteri di scelta adottati da chi si è arrogato questa competenza non c’è modo di saperlo?

Per tornare alla qualità di questa fusione, ai criteri di verifica del lavoro fatto alla base, in teoria nei comuni, criteri che noi dovremmo avere a nostra disposizione e applicare quale verifica, siamo carenti. Dal messaggio e dal rapporto ciò non emerge. Nemmeno l’introduzione storica al rapporto è convincente. L’omogeneità del comprensorio se dal lato storico potrebbe anche essere condivisa, oggi non lo è sicuramente più per le differenti problematiche che contraddistinguono questa regione.

A mio modo di vedere una fusione dovrebbe portare a creare dei comparti omogenei in cui ci si possa identificare e si possa valorizzare al meglio delle peculiarità emergenti che ci accomunano. I municipi sono chiamati a dare risposte puntuali alle problematiche d’oggi e valorizzare al meglio le proprie peculiarità. Con tutto il rispetto che ho per il valore e ruolo della storia la stessa non è sicuramente un criterio per giustificare una fusione, ancora meno se si deve risalire al 1500.

Se valuto questa fusione in base ad omogeneità delle problematiche a cui il municipio deve dare risposta o valorizzare, questa fusione va bocciata.
Contone ad esempio penso che abbia estremo bisogno di fusionare per venire a capo della sua difficile situazione finanziaria. Sarebbe stato molto più logico che ciò avvenisse però con Cadenazzo e S. Antonino o con Magadino. Semplicemente per il fatto che sono delle zone con vocazione industriale, commerciale del cantone. Gestire quelle problematiche in modo efficiente valorizzandole al meglio e limitandone gli effetti indesiderati darebbe lavoro ad un intero municipio a tempo pieno.

L’esperienza accumulata negli ultimi 20 anni nell’ambito di vari consorziamenti dovrebbe permettere una valutazione critica del comprensorio e della sua omogeneità, di cosa funzionava e non funzionava. Un bilancio di tale gestione basata sui consorzi che di fatto, se si astrae da Contone, rispecchia il comprensorio del nuovo comune del Gambarogno che si vorrebbe istituire, permette di vedere se esiste veramente omogeneità del comprensorio.
Nella lunga esperienza acquisita nella gestione basata sul consorziamento emerge che il ruolo di Magadino è sempre stato sofferto per il peso di cittadini e per la vocazione industriale/commerciale del comune.
Mentre per i rimanenti comuni l’omogeneità risulta indubbiamente dalla vocazione e cultura turistica e residenziale del comparto.

Abbiamo lasciato operare un gremio ristretto di persone, l’associazione dei comuni, che hanno presentato un rapporto lodevole ma che si basava su premesse che oggi bisogna avere il coraggio di mettere in discussione. Quel gremio non poteva farlo in quanto da sempre esistito in quel modo quasi per inerzia e per amicizia. Se avessero coinvolto maggiormente i comuni tramite i municipi, non è sicuro ma magari una vera critica interna si sarebbe sviluppata.

La storia è importante per capire come operiamo e come ci comportiamo, perché facciamo delle scelte, per capire che siamo poi sempre gli stessi uomini nel tempo confrontati a situazioni diverse. L’economia, la cultura caratterizzano maggiormente le esigenze gestionali e organizzative a cui un municipio è chiamato a dare risposte chiare e puntuali oggi.

Vi invito a bocciare la coatta di S. Nazzaro per non permettere due volte la stessa distrazione procedurale e in quanto la nuova situazione che si presenterebbe costringerebbe finalmente lo sviluppo di un vero dibattito critico su quale debba essere il comprensorio del nuovo comune, dibattito con un vero coinvolgimento dei comuni e con chiari obiettivi, ciò che è mancato per questa fusione. Dibattito dal quale uscirebbe evidente che il comprensorio che ha chiare premesse e idee per lavorare assieme è quello da Vira in giù.
Personalmente vedo coerente una fusione da Vira in giù, magari nel tempo rivolgendosi anche a Brissago e Ascona che una fusione con Contone. Ciò per evitare di distogliere efficacia e chiarezza nell’azione dei rispettivi Municipi.

Cleto Ferrari

2 commenti:

  1. Mi sembra che il prolisso intervento sopracitato meriti per lo meno una qualche considerazione.
    La prima è che se effettivamente questo sig.Ferrari è membro del municipio di S.Abbondio, e di qualche altro consorzio probabilmente è appena giunto nel Gambarogno oppure è assente da oramai lunghissimo tempo..Peccato che si sentano certi apprezzamenti sul Gambarogno e sui Gambarognesi.Una risposta puntuale a tutti i punti porterebbe molto lontano,ma vale almeno la pena di dire che l'identificazione dei Gambarognesi nella loro regione è ben più marcata del segno di appartenenenza al piccolo paese di domicilio.
    I motivi che hanno portato la popolazione di san Nazzaro sono conosciuti, e non sono sicuramente un moltiplicatore tenuto basso solo dal capitale proprio disponibile ( sembra che matematicamente sia oltre l'82%)
    La campagna messa in atto contro il progetto è stata ben un'altra.
    Argomenti che però sono oramai stati sorpassati dai fatti e dall'evoluzione naturale delle cose.
    Basta pensare che le motivazioni contro tale progetto, sostenute oramai solo da un gruppo di ristretto di persone, sono di carattere procedurale e oramai note solo agli avvocati.
    nell'ambito dell'evoluzione dei progetti i municipi sono stati costantemente informati e per i più interessati l'associazione dei comuni non ha mai negato le informazioni puntuali e dettagliate.Si pensi per es. ai gruppi di lavoro costituitisi per la valutazione delle diverse probblematiche.
    Oggi forse si vuole volutamente dimenticare parte di questa trafila, magari enfatizzando quei particolari che nonostante l'impegno profuso dagli addetti, un progetto del genere può generare.
    Sul gremio di persone che ha lavorato, si può concordare.Infatti non sempre i sindaci esprimono la volontà o le aspettative della popolazione.Ma una cosa non va dimenticata: il gremio così com'è ha una base legale ben precisa e non è la combriccola del week end :La sua costituzione è stata decisa e votata da tutti i legislativi e assemblee del Gambarogno !!
    Chi ha avuto modo di esaminare i contenuti del progetto in maniera approfondita si sarà senz'altro reso conto ( la maggiornaza dei gran consiglieri sembra l'abbia fatto)della serietà dei contenuti, e della volontà di evolvere finalmente verso un futuro politico e amministrativo della regione, razionale e propositivo, valorizzando le peculiarità della popolazione e le riserve economiche disponibili, evitando tutto quello sperpero di risorse e tempo che ora bisogna profondere in oltre 10 tra consorzi e convenzioni, tutti con un preciso e completo apparato amministrativo e legislativo salvo poi che le relative delegazioni o assemblee non possono esercitare le loro funzione a causa della mancanza di un numero minimo legale.
    Per le fusioni verso l'altra sponda del lago...se già non si riesce a far decollare la base come si può guardare ad altri orizzonti??
    Magari in futuro se la città di Locarno si darà una mossa, perchè non pensare a delle serie sinergie con questo agglomerato al quale i Gambarognesi sono legati da sempre sia per rapporti di parentela che economici.
    Forza Gambarognesi ,ora la bicicletta c'è .È giunto il tempo di incominciare a pedalare.

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  2. Cari amici,



    Il nuovo Comune di Gambarogno è realtà.

    Il GC, a stragrande maggioranza, ne ha decretato la nascita.

    Il lavoro iniziato molti anni fa e che, con il vostro prezioso contributo ha vissuto un accelerazione negli ultimi 2 anni, è stato portato a termine con successo.

    E questo, siamo sicuri, è solo la prima soddisfazione, anche se la più grande, che quest'avventura ci ha regalato.



    Un grazie di cuore a tutti voi.

    I ccordinatori

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