Come il governo rivolta a mo' di calzino - a danno della gente - la volontà dei cittadini
II prezzo della benzina è alle stelle (così pure quello della nafta, come ha notato chi si è trovato nella non simpatica condizione di dover riempire, almeno in parte, la cisterna in questi giorni). La protesta monta, ma inefficace. Non si può fare a meno di denunciare con forza l'esosità della Confederazione: la metà del prezzo della benzina è provocato dai prelievi fiscali federali. Prelievi fiscali che la Confederazione medesima non si sogna di abbassare, malgrado abbia chiuso i conti 2007 con un attivo di 4.1 miliardi, una cosa inaudita. Alleviare un po' il peso che grava sull'esausto portafogli del cittadino, visto che i soldi ci sono, addirittura non si sa più dove metterli? Eresia! Anzi: a Berna più la benzina diventa costosa, più "ini contenti, perché così si incassa
più IVA. E le finanze federali si ingrassano a dismisura a scapito del borsello della gente che già fa fatica ad arrivare a fine mese. Roba da chiodi.
Promemoria
Intanto però - come spesso accade - è utile rinfrescare la memoria, perché molti non sanno o hanno dimenticato. Dimenticato cosa? Che circa una ventina di anni fa in votazione popolare (chi è causa del suo mal...) è stata accettata l'introduzione del sovraddazio sulla benzina. Obiettivo del nuovo balzello: destinarne gli introiti per metà alle casse federali, per risanarle, e l'altra metà al completamento della rete autostradale.
Ora, come rileva il segretario generale di TCS sezione Ticino Renato Gazzola, le casse federali sono risanate, ampiamente aggiungiamo noi, «quindi quella quota dovrebbe sparire. E neppure ha più senso l'altra parte, infatti il legame tra balzello sul carburante e strada è venuto a cadere. Adesso sono le FFS che usano per la rete ferroviaria i soldi prelevati all'au-
tomobilista per le strade. E il Consiglio federale ha dichiarato esplicitamente che, costi quel che costi la benzina, dazi e sopraddazi non si toc-, cano».
Insegnamenti
La situazione è chiara e merita di venire tenuta a mente. Anche perché è emblematica di come vanno molte cose (non solo questa). Il popolo vota sì ad una tassa esplicitamente legata a degli scopi ben precisi. Poi però gli scopi dopo un po' di anni vengono cambiati alla chetichella, in barba alle promesse fatte. E così i votanti vengono presi per i fondelli. Questo è l'insegnamento numero uno. Cinsegnamento numero due è che una volta che si accetta una nuova tassa, essa non verrà mai più tolta. Si troverà sempre una scusa per tenerla in vigore. Ricordiamo che al momento dell'introduzione dell'I VA era stata promessa l'abolizione dell'imposta federale diretta. Qualcuno si è accorto di qualcosa?
LORENZO QUADRI
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