
COMUNICATO STAMPA
Il comune di San .Nazzaro comunica che, in data 15 settembre 2008, nel rispetto della volontà popolare che a larga maggioranza aveva respinto il progetto aggregativo, nella votazione consultiva del 25 novembre 2007, ha depositato presso il Tribunale Federale di Losanna un ricorso in materia di diritto pubblico, steso dall'av. Fabrizio Monaci, contro il decreto legislativo del 23 giugno 2008 adottato dal Gran Consiglio, mediante il quale veniva decretata l'aggregazione dei Comuni del Gambarogno, con la coazione di San Nazzaro. Il ricorso chiede pure la concessione dell'effetto sospensivo che, qualora dovesse trovare positiva accettazione, decreterà la sospensione di ogni procedura e il rinvio delle elezioni dei nuovi organi comunali.
Le motivazioni principali del ricorso vertono sulla violazione del diritto costituzionale federale e cantonale, in particolare la lesione della garanzia dell'autonomia comunale di cui all'art. 50 Cosi, art. 16 Cost-TI e art. 20 Cost-TI con riferimento al fatto che la fusione coatta di San Nazzaro in una nuova entità politica lo colpisce nella sua esistenza stessa e nella consistenza del suo territorio. Infatti, l'eccezionaità delle fusioni coatte, volute dal legislatore quale ultima ratio, per il caso di Comuni asfittici, senza risorse umane e finanziarie, sempre più sta diventando la regola: quasi il 50% di votazioni consultive con esito negativo si traducono in una fusione forzata, tanto da poter affermare che una votazione negativa è l'anticamera della coatta. San Nazzaro, con i suoi 700 abitanti e 4000 residenti soprattutto estivi, è Comune totalmente autonomo da tutti i punti di vista (finanziario, gestionale e demografico) ed è sempre stato protagonista a livello regionale. La coatta è quindi una misura troppo severa che non raggiunge l'interesse pubblico prefissato, ritenuto che San Nazzaro già è perfettamente funzionante e funzionale. Sempre è stato detto che il progetto aggregativo del Gambarogno era inteso quale opportunità e non necessità: la popolazione non ha ritenuto di ravvisarvi opportunità sufficienti a giustificare il cambiamento istituzionale e per questo, in votazione consultiva, ha rigettato il progetto. Ora, ciò che era nata come una valutazione di opportunità, quindi con la facoltà di poter scegliere, viene imposta come decisione coercitiva che non può essere accettata dalla popolazione e dalle autorità comunali di San Nazzaro.
Inoltre, all'indomani della votazione, il direttore del Dipartimento Istituzioni, av. Pedrazzini, pure sostenuto dai Sindaci degli 8 Comuni che avevano accettato il progetto, affermavano che l'aggregazione poteva essere fatta anche senza San Nazzaro. Successivamente, forti pressioni politiche hanno portato il Consiglio di Stato a proporre in Gran Consiglio la coazione di San Nazzaro. La posizione dell'esecutivo cantonale, oltre che censurabile per il mancato rispetto dell'autonomia comunale e la volontà della sua popolazione, è altresì aggravata dalla disparità di trattamento adottata nel progetto che vedeva coinvolti i Comuni di Vira Mezzovico e Isone, che pure avevano respinto l'aggregazione nel rispettivo comprensorio, con piena "comprensione" dal parte del Consiglio di Stato: questa posizione è stata censurata anche in seno alla commissione aggregazioni del Gran Consiglio che non ha lesinato critiche all'indirizzo dell'esecutivo per la situazione di imbarazzo creata. Se da un lato questa commissione ha affermato che avrebbe preavvisato anche la coazione di questi Comuni, di fatto, ciò non è ancora avvenuto e la separazione delle trattande in differenti sedute, nonché il fatto che nei Comuni in oggetto già sono state indette elezioni comunali, lasciano intendere che la palese disparità di trattamento potrà trovare sostegno in seno al Gran Consiglio.
Il Municipio di San Nazzaro confida nel Tribunale federale affinché sappia cogliere le incongruenze e le disparità di questa coazione, ricostituendo una situazione di legalità, nel rispetto dell'autonomia del Comune e della sua popolazione.
IL MUNICIPIO
19 settembre 2008
Il comune di San .Nazzaro comunica che, in data 15 settembre 2008, nel rispetto della volontà popolare che a larga maggioranza aveva respinto il progetto aggregativo, nella votazione consultiva del 25 novembre 2007, ha depositato presso il Tribunale Federale di Losanna un ricorso in materia di diritto pubblico, steso dall'av. Fabrizio Monaci, contro il decreto legislativo del 23 giugno 2008 adottato dal Gran Consiglio, mediante il quale veniva decretata l'aggregazione dei Comuni del Gambarogno, con la coazione di San Nazzaro. Il ricorso chiede pure la concessione dell'effetto sospensivo che, qualora dovesse trovare positiva accettazione, decreterà la sospensione di ogni procedura e il rinvio delle elezioni dei nuovi organi comunali.
Le motivazioni principali del ricorso vertono sulla violazione del diritto costituzionale federale e cantonale, in particolare la lesione della garanzia dell'autonomia comunale di cui all'art. 50 Cosi, art. 16 Cost-TI e art. 20 Cost-TI con riferimento al fatto che la fusione coatta di San Nazzaro in una nuova entità politica lo colpisce nella sua esistenza stessa e nella consistenza del suo territorio. Infatti, l'eccezionaità delle fusioni coatte, volute dal legislatore quale ultima ratio, per il caso di Comuni asfittici, senza risorse umane e finanziarie, sempre più sta diventando la regola: quasi il 50% di votazioni consultive con esito negativo si traducono in una fusione forzata, tanto da poter affermare che una votazione negativa è l'anticamera della coatta. San Nazzaro, con i suoi 700 abitanti e 4000 residenti soprattutto estivi, è Comune totalmente autonomo da tutti i punti di vista (finanziario, gestionale e demografico) ed è sempre stato protagonista a livello regionale. La coatta è quindi una misura troppo severa che non raggiunge l'interesse pubblico prefissato, ritenuto che San Nazzaro già è perfettamente funzionante e funzionale. Sempre è stato detto che il progetto aggregativo del Gambarogno era inteso quale opportunità e non necessità: la popolazione non ha ritenuto di ravvisarvi opportunità sufficienti a giustificare il cambiamento istituzionale e per questo, in votazione consultiva, ha rigettato il progetto. Ora, ciò che era nata come una valutazione di opportunità, quindi con la facoltà di poter scegliere, viene imposta come decisione coercitiva che non può essere accettata dalla popolazione e dalle autorità comunali di San Nazzaro.
Inoltre, all'indomani della votazione, il direttore del Dipartimento Istituzioni, av. Pedrazzini, pure sostenuto dai Sindaci degli 8 Comuni che avevano accettato il progetto, affermavano che l'aggregazione poteva essere fatta anche senza San Nazzaro. Successivamente, forti pressioni politiche hanno portato il Consiglio di Stato a proporre in Gran Consiglio la coazione di San Nazzaro. La posizione dell'esecutivo cantonale, oltre che censurabile per il mancato rispetto dell'autonomia comunale e la volontà della sua popolazione, è altresì aggravata dalla disparità di trattamento adottata nel progetto che vedeva coinvolti i Comuni di Vira Mezzovico e Isone, che pure avevano respinto l'aggregazione nel rispettivo comprensorio, con piena "comprensione" dal parte del Consiglio di Stato: questa posizione è stata censurata anche in seno alla commissione aggregazioni del Gran Consiglio che non ha lesinato critiche all'indirizzo dell'esecutivo per la situazione di imbarazzo creata. Se da un lato questa commissione ha affermato che avrebbe preavvisato anche la coazione di questi Comuni, di fatto, ciò non è ancora avvenuto e la separazione delle trattande in differenti sedute, nonché il fatto che nei Comuni in oggetto già sono state indette elezioni comunali, lasciano intendere che la palese disparità di trattamento potrà trovare sostegno in seno al Gran Consiglio.
Il Municipio di San Nazzaro confida nel Tribunale federale affinché sappia cogliere le incongruenze e le disparità di questa coazione, ricostituendo una situazione di legalità, nel rispetto dell'autonomia del Comune e della sua popolazione.
IL MUNICIPIO
19 settembre 2008
non si sente una mosca volare
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