
Ticinolibero.ch da fastidio a qualcuno? La Regione Ticino rifiuta la nostra pubblicità.
Settembre 20, 2008 ·
Come sosteneva l’imprenditore statunitense Henry Ford (1863-1947), la pubblicità è l’anima del commercio e questo lo affermano anche moltissimi professionisti del Marketing. Sennonché il commercio a volte si scontra con logiche a noi sconosciute. Lo scorso mese, intenzionata a far maggiormente conoscere il piccolo portale al pubblico, la redazione di Ticinolibero.ch aveva richiesto il costo per pubblicare un banner pubblicitario da inserire nella prima pagina de La Regione Ticino. Già le prime avvisaglie presso lo sportello della Publicitas a Locarno non lasciavano intendere nulla di buono, con la gentile impiegata che osservandoci con aria stupita affermava candidamente “certo che la tolla non vi manca”.
Tantè, abbiamo sorriso, consci delle critiche che a volte indirizziamo al quotidiano bellinzonese, ma del resto i nostri collaboratori si dilungano anche in piacevoli chiacchierate con il vice-direttore Aldo Bertagni, quando le conferenze stampa si dilungano all’inverosimile nei corridoi di Palazzo delle Orsoline. Superato lo scoglio Publicitas, che come sappiamo detiene il monopolio pubblicitario dei quotidiani ticinesi, (sia chiaro che non è un cartello, è unicamente la sola azienda che detiene questi diritti. Un po’ come quelli del calcio in Italia). Superato lo scoglio di Publicitas, dicevamo, tutto sembrava proseguire liscio e l’investimento per la pubblicazione del banner non era nemmeno troppo oneroso, considerato che sarebbe apparso in prima pagina accanto alle previsioni del tempo. Ma le sorprese non erano ancora finite. Trascorse un paio d’ore, riceviamo una telefonata che ci annuncia che la nostra pubblicità non è stata accettata.
“Troppo politico il nostro sito” ci viene comunicato. Non credendo alla storia del troppo politico, vogliamo informarci meglio e un nostro collaboratore telefona alla signorina Rauck a Bellinzona, la quale ci conferma che effettivamente l’Editore ha scelto di non pubblicare annunci politici in prima pagina - anche se Ticinolibero.ch parla di cultura, sport, cronaca e molte altro - Pareva dunque avessimo proprio capito male, non era una sorta di stop al nostro sito, che non veniva preso di mira intenzionalmente, ma si trattava invece di una scelta che adottavano da qualche anno e che sembra veniva applicata a tutti.
Non avevamo certo motivo di dubitare di una simile giustificazione, del tutto legittima, ci mancherebbe. Sennonchè, veniamo a scoprire che è la seconda volta, con l’edizione de La Regione di oggi, che la pubblicità di Opinione Liberale appare proprio accanto alle previsioni meteo. Vuoi vedere che Opinione Liberale non è più l’organo ufficiale del PLRT? Vuoi veder che parla di tutto tranne che di politica? Insomma è lecito esprimere qualche dubbio al proposito. Il portale Ticinolibero.ch da fastidio? Oppure si ritiene che non faccia parte dell’ambiente dell’informazione? Malgrado ciò, proprio nei giorni scorsi l’amministratore del portale ci aveva informati che a causa dei numerosi accessi al sito era stato obbligato a modificare il server per evitare un intasamento della rete. Bene, anzi benissimo, la gente ci legge sempre di più. Siamo criticoni è vero, ci piace criticare, mica lo neghiamo, ma lo facciamo con cognizione di causa, con una verve ironica e mantenendo il rispetto, sempre, senza mai insultare nessuno. Spesso siamo in contrasto con le idee politiche del governo, ma forse che alla Regione Ticino questo non accade?
Dubitiamo che i motivi per cui il nostro banner pubblicitario era stato rifiutato siano stati quelli presentati. Pensiamo invece che chi oggi non appartiene all’elite difficilmente trova spazio sui quotidiani ticinesi, soprattutto se questi quotidiani intravedono un possibile concorrente. La pluralità delle opinioni rimane un accessorio che molti preferiscono non includere nei loro mezzi di comunicazione.
La RedazioneRavelli B
Settembre 20, 2008 ·
Come sosteneva l’imprenditore statunitense Henry Ford (1863-1947), la pubblicità è l’anima del commercio e questo lo affermano anche moltissimi professionisti del Marketing. Sennonché il commercio a volte si scontra con logiche a noi sconosciute. Lo scorso mese, intenzionata a far maggiormente conoscere il piccolo portale al pubblico, la redazione di Ticinolibero.ch aveva richiesto il costo per pubblicare un banner pubblicitario da inserire nella prima pagina de La Regione Ticino. Già le prime avvisaglie presso lo sportello della Publicitas a Locarno non lasciavano intendere nulla di buono, con la gentile impiegata che osservandoci con aria stupita affermava candidamente “certo che la tolla non vi manca”.
Tantè, abbiamo sorriso, consci delle critiche che a volte indirizziamo al quotidiano bellinzonese, ma del resto i nostri collaboratori si dilungano anche in piacevoli chiacchierate con il vice-direttore Aldo Bertagni, quando le conferenze stampa si dilungano all’inverosimile nei corridoi di Palazzo delle Orsoline. Superato lo scoglio Publicitas, che come sappiamo detiene il monopolio pubblicitario dei quotidiani ticinesi, (sia chiaro che non è un cartello, è unicamente la sola azienda che detiene questi diritti. Un po’ come quelli del calcio in Italia). Superato lo scoglio di Publicitas, dicevamo, tutto sembrava proseguire liscio e l’investimento per la pubblicazione del banner non era nemmeno troppo oneroso, considerato che sarebbe apparso in prima pagina accanto alle previsioni del tempo. Ma le sorprese non erano ancora finite. Trascorse un paio d’ore, riceviamo una telefonata che ci annuncia che la nostra pubblicità non è stata accettata.
“Troppo politico il nostro sito” ci viene comunicato. Non credendo alla storia del troppo politico, vogliamo informarci meglio e un nostro collaboratore telefona alla signorina Rauck a Bellinzona, la quale ci conferma che effettivamente l’Editore ha scelto di non pubblicare annunci politici in prima pagina - anche se Ticinolibero.ch parla di cultura, sport, cronaca e molte altro - Pareva dunque avessimo proprio capito male, non era una sorta di stop al nostro sito, che non veniva preso di mira intenzionalmente, ma si trattava invece di una scelta che adottavano da qualche anno e che sembra veniva applicata a tutti.
Non avevamo certo motivo di dubitare di una simile giustificazione, del tutto legittima, ci mancherebbe. Sennonchè, veniamo a scoprire che è la seconda volta, con l’edizione de La Regione di oggi, che la pubblicità di Opinione Liberale appare proprio accanto alle previsioni meteo. Vuoi vedere che Opinione Liberale non è più l’organo ufficiale del PLRT? Vuoi veder che parla di tutto tranne che di politica? Insomma è lecito esprimere qualche dubbio al proposito. Il portale Ticinolibero.ch da fastidio? Oppure si ritiene che non faccia parte dell’ambiente dell’informazione? Malgrado ciò, proprio nei giorni scorsi l’amministratore del portale ci aveva informati che a causa dei numerosi accessi al sito era stato obbligato a modificare il server per evitare un intasamento della rete. Bene, anzi benissimo, la gente ci legge sempre di più. Siamo criticoni è vero, ci piace criticare, mica lo neghiamo, ma lo facciamo con cognizione di causa, con una verve ironica e mantenendo il rispetto, sempre, senza mai insultare nessuno. Spesso siamo in contrasto con le idee politiche del governo, ma forse che alla Regione Ticino questo non accade?
Dubitiamo che i motivi per cui il nostro banner pubblicitario era stato rifiutato siano stati quelli presentati. Pensiamo invece che chi oggi non appartiene all’elite difficilmente trova spazio sui quotidiani ticinesi, soprattutto se questi quotidiani intravedono un possibile concorrente. La pluralità delle opinioni rimane un accessorio che molti preferiscono non includere nei loro mezzi di comunicazione.
La RedazioneRavelli B
Ciao Ticino libero ,cosi va il mondo .
Pensa tu che nel mio piccolo ,racconto balle e news del Gambarogno ,come meglio riesco",le rappresaglie non si fanno attendere neanche qui.
Come diceva mio nonno ,mai dire la verità in pubblico se non vuoi pagare con rappresaglie di basso livello.
comunque insisti, noi ti leggiamo anzi prendiamo anche qualche articolo, ciao a presto
red. voce del gambarogno
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