GAMBAROGNO ARTE : Mostra internazionale di scultura nel Gambarogno.Dal 15 maggio -al 4 ottobre 2026/font>

sabato 24 ottobre 2009

Dipende da che parte pende.

La visione del gambarognese Walter Balestra
C’è chi sogna la Grande Locarno, con un Comune unico da Tenero a Brissago. Ma c’è anche chi va ben oltre, pensando a una città-regione, che arrivi ad inglobare anche il Gambarogno. È Walter Balestra, già sindaco di Gerra G. per oltre trent’anni e presidente attivissimo del Patriziato del suo comune. Non ha mai tradito la sua linea operativa che richiama alla collaborazione allargata (in ogni campo) per avere successo. L’aveva dimostrato coi fatti, anni fa, quando era riuscito a portare la ‘sua’ squadra di calcio (l’Us Gambarogno) dal mondo dei ‘minori’ alla Divisione nazionale B, lasciando tutti a bocca aperta. Non è però un tipo che ama essere incensato, consapevole comunque che le sue impronte rimangono a testimoniare un passato ricco di eventi. Ancora oggi, malgrado abbia superato da un po’ gli ottant’anni, è attento a quanto succede nel piccolo mondo ticinese e non lesina opinioni e suggerimenti ai responsabili delle nostre istituzioni, spronato dal motto che ha fatto suo sin dall’adolescenza: ‘L’unione fa la forza’. Avvicinato dopo la luce verde del Tribunale federale all’aggregazione dei nove comuni del Gambarogno, ha commentato: «Il comune unico del Gambarogno dev’essere considerato un tassello importante della futura città di Locarno di cui si parla da tempo senza risultati concreti. Ci vorrà parecchio, ma un giorno, che spero non sia troppo lontano, la città polo, per non affogare, dovrà muoversi in varie direzioni, superando la politica dei piccoli passi. Potrebbe estendersi da Brissago a Tenero o addirittura sino allo stradonino che confina con l’aeroporto e dovrebbe assorbire il neonato Comune del Gambarogno. Avremmo a questo punto una grande città con prospettive turistiche, economiche, commerciali, sportive e paesaggistiche importanti». Balestra, convinto del suo progetto, non vede alternative a questo disegno: «Occorre muoversi subito, coinvolgendo i vari enti della regione evitando alternative riduttive, altrimenti si perderà il treno e i rimpianti non serviranno». Parole che forse riusciranno ad attraversare il lago... da la Regione

Caro Walter,
abbiamo letto con paura la tua intervista alla Regione. Visto che alla nostra età viviamo anche di ricordi, vorremmo farti tornare indietro di diversi anni. Ti ricordi quando i Gambarognesi andavano tutti a lavorare e a scuola e al mercato del giovedì a Locarno? Ti ricordi che qualcuno aveva il barcone e ci portava a Locarno? E poi? E poi è arrivata la SNLM che ha messo delle vecchie carcasse invernali e delle belle motonavi in estate? Comunque ancora tutti a Locarno. Poi Locarno si è messa a dormire, tanto è vero che anche tu negli anni gloriosi gli hai portato via certi giocatori che ancora andavano per la maggiore? E poi piano piano i Gambarognesi si sono arricchiti anche vendendo i loro gioielli di famiglia, hanno comprato l’auto e hanno lasciato le fabbriche di orologi a Locarno per andare verso il Piano e verso la capitale. E anche la SNLM (gestione Italia!) ha pensato bene di collegare meglio la nostra sponda con la città …togliendo il servizio invernale. Bravi!
Dobbiamo ancora aggiungere qualcosa: tu che sei stato in politica tanti anni e sindaco per trenta, ricordi che sempre il Gambarogno ha avuto candidati al GC nei vari partiti: quanti voti si sono beccati a Locarno? Contali su una mano! Noi eravamo bravi vicini ( e lo siamo ancora!) solo se possiamo entrare a far parte di consorzi mangia grana. Certo, essendo piccoli eravamo anche facilmente accalappiabili e con poca voce nei consigli e nessuno nelle amministrazioni. Quindi, caro Walter, andiamoci piano con matrimoni strani. Lago e fiume Ticino ci dividono naturalmente da Locarno e non sarà il ponte o non saranno le motonavi estive a ricongiungerci. Noi siamo naturalmente attirati dal Piano e da Bellinzona. L’aggregazione poi, grazie alla presenza di Contone, ci spinge ancor di più verso la capitale. Pensa che la Raiffeisen già si è collegata con Cadenazzo e che i preti polacchi vanno da Dirinella a Cadenazzo e Robasacco! Adesso pensiamo a costruire il nuovo comune, mettendo aria nuova e facce nuove che pensino al bene di tutti e non alla propria famiglia, al proprio cognome e alla propria tasca. Lasciamo che abbiano un po’ di voce anche coloro che finora hanno dovuto tacere. Siamo appena nati e già tu ci vuoi sposare con altre realtà. Va pian… Meglio perdere il …battello che perdere la testa e la faccia!
Caso mai, ti ricordi che in una trasmissione televisiva da Vira, qualcuno aveva già avanzato l’ipotesi di un Gambarogno unito a Bellinzona? E come mai in quel momento nessuno ha pensato a Locarno? Lasciamo litigare Locarno con Ascona e noi pensiamo a costruire il Gambarogno, visto che prima nessuno ha voluto farlo.

il picchio

Nessun commento:

Posta un commento