In vista un riordino dell’archivio storico e della Giudicatura di pace
di Diego Invernizzi
L’imponente quantità di documenti importanti momentaneamente accantonati in luogo sicuro ha fatto nascere, un paio d’anni fa, l’idea di un riordino dell’archivio storico e della Giudicatura di pace del Gambarogno, e di trovare la sede, accessibile al pubblico, per il loro collocamento. È nato così un gruppo di lavoro che ha preso a cuore l’operazione e ha iniziato a muovere i primi passi. Il riscontro – stando alle valutazioni degli esperti interpellati – è stato positivo e ciò è bastato per compiere altri passi, e per informare le autorità politiche sugli intenti degli iniziativisti. Questi ultimi si sono ritrovati venerdì nella sede del Patriziato di Vira Gambarogno, dove il presidente Davide Morotti – incaricato di coordinare i lavori – ha dato informazioni sullo sviluppo del progetto, in particolare sulla richiesta di un contributo da definire, inoltrata alla Sezione enti locali (tramite la commissione Fondo aiuto patriziale) al fine per poter disporre di un piano d’investimento completo, da presentare a tutti gli enti pubblici del Gambarogno dai quali si auspica un sostegno.
L’approccio con i Comuni (appoggio di principio unanime) ha consentito al gruppo di proseguire nei preparativi, e la recente sentenza del Tribunale federale che ha sancito la nascita del Comune unico Gambarogno (al voto il 25 aprile) non dovrebbe rallentare il lavoro: ai sindaci verrà inviata una lettera affinché discutano la tematica nel corso del loro prossimo incontro. Intanto si può già dire che è stata individuata la sede dell’archivio nei locali dell’Ente turistico, ai quali il pubblico potrà avere accesso (su richiesta) ogni giorno della settimana data la presenza di personale negli orari d’ufficio. Se l’entusiasmo dei promotori otterrà il sostegno auspicato, la regione rivierasca potrà vantarsi di aver aggiunto una perla di notevole valore storico alla collana delle iniziative culturali.
LaRegioneTicino
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