Riprendendo il discorso sul problema del nuovo comune del Gambarogno mi sia concesso un piccolo merito per il mio scritto del 13 dicembre u.s.,ed è quello di avere suscitato una certa reazione il che è sempre positivo,e mi è di stimolo di continuare a disquisire questo argomento. Tanto per cominciare vorrei dire che detesto coloro che amano nascondersi dietro l'anonimato e questo non è un buon segno.Comunque sia,in una come nell'altra risposta alla mia lettera,noto con piacere che non tutto quello che ho scritto è negativo. Tuttavia l'articolista che afferma che la cultura e l'arte non sono sicuramente due delle scienze maggiormente praticate nella nostra Regione dimostra una grande carenza in merito.Sono assolutamente certo del contrario nonostante lo scarso apprezzamento del mio interlocutore.Su una cosa mi trova consenziente quella secondo la quale si fa veramente pochino circa; le informazioni alla popolazione di quanto bolle in pentola sulla creazione del nuovo comune. Cosa costerebbe far apparire una volta al mese un volantino a tutti i fuochi con le ultime informazioni attorno al problema,cosi e che ognuno,che per tante ragioni non frequentano le riunioni di partito e io fra quelli,perché da tempo ho smesso di credere nei partiti,possano esserne informati e eventualmente proporre qualcosa. Secondo me la democrazia funziona cosi.
Per esempio chi ha stabilito che il futuro Municipio deve essere di 5 membri ed il Consiglio Comunale di 30 ?Come verrebbe la ripartizione ? In base a quali criteri ?Presumo che verrà fatta in base alla forza di ogni singolo partito il che non è sinonimo di garanzia.Occorre scegliere le persone adatte,competenti senza guardare il colore della pelle .
Un altro importante problema sul quale non so come si intende procedere riguarda il piccolo villaggio di Indemini che,se non coinvolto come si deve nell'organizzazione del nuovo comune,potrebbe avere i giorni contati.
L'altra risposta della quale pure non ne conosco l'autore,mi conforta comunque leggendo che concorda con quanto ho scritto. Sono piacevolmente sorpreso che c'è ancora qualcuno,ma sono pochi, che condividono le mie idee.Mi farebbe molto piacere conoscere l'egregio estensore dello scritto.
Per terminare mi si permetta di dissentire la dove si dice: " la democrazia ci insegna che rispettando le regole,le persone saranno scelte dalla popolazione ecc.ecc.".
Alla mia età questo ritornello l'ho sentito più di una volta. La realtà è sempre stata leggermente diversa,purtroppo.
Edgardo Ratti
pitt/scult.
Vira Gambarogno
La difficoltà di valutare le persone e non le idee traspare da questo scritto.Abbiamo un pò la tendenza a classificare chi dice qualcosa e così che quello che dice neppure crea curiosità.Bisogna dar atto che il professor Ratti lo sforzo lo ha fatto, ma la curiosità rimane.Quanto espresso sono pensieri che tanti Gambarognesi di buona iniziativa potrebbero esprimere.Ma non è così importante.Ritornando al pensiero sulla cultura ( e perchè no mettiamoci provocatoriamente anche "tempo libero")metro di misura potrebbero essere gli eventi organizzati .Se invece guardiamo a quanto investito dagli attuali comuni, nella cultura è una miseria, a confronto di quanto buttato in altri beni futili....
RispondiEliminaPer il resto solo disponibilità e buona volontà saranno gli ingredienti iniziali da impiegare in quantità notevoli a partire dal25 aprile 2010.