
Blocher: "L'ideologia socialista domina la politica scolastica svizzera"
Per l'ex consigliere federale, la scuola vizia gli studenti e non valorizza abbastanza lo sforzo del lavoro
La politica scolastica svizzera è dominata da una ideologia socialista, ha denunciato oggi Christoph Blocher davanti ai delegati dell'UDC, riuniti in assemblea a Pfäffikon (SZ). Il vicepresidente del partito, già consigliere federale, ha pure criticato la politica famigliare e ha chiesto un deciso cambiamento di rotta nei due settori. Per Blocher la scuola attuale, seguendo a torto il parere degli esperti, tende a viziare gli studenti invece di valorizzare sforzo e lavoro. È ora che l'Unione democratica di centro impugni la questione di fronte al «lassismo» dei partiti di sinistra e del centro. L'ex capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha pure criticato l'Accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato HarmoS), il piano svizzero tedesco di armonizzazione dei programmi scolastici (Piano 21) e l'ordinanza sull'assistenza extrafamiliare di minori. Blocher ha inoltre denunciato la rinuncia al dialetto svizzero tedesco a favore dell'Hochdeutsch nelle scuole germanofone. A suo avviso, questa misura sradica i bambini privandoli della loro lingua materna. L'ex consigliere federale ha pure stigmatizzato la politica famigliare elvetica. A suo parere, lo Stato ha sostituito la famiglia nella cura dei figli con un modello d'accoglienza extrafamiliare sostenuto con il finanziamento pubblico. Per finire l'educazione dei bambini è nelle mani di impiegati dello Stato e non più in quelle delle famiglie, ha detto. Blocher ha quindi chiesto che tutti i modelli famigliari siano posti allo stesso livello sia per la Confederazione che per i Cantoni. Per raggiungere l'obiettivo lo zurighese ha chiesto ai delegati di sostenere l'iniziativa del partito per la famiglia. «I genitori che non si sbarazzano dei loro figli devono pure beneficiare di una deduzione fiscale di almeno 10'000 franchi sull'imposta federale diretta». In precedenza anche il consigliere federale Ueli Maurer si era espresso in modo analogo. La famiglia è il nocciolo della società e la garanzia del suo futuro. Lo Stato non dovrebbe «giocare a mamma e papà», ma limitarsi a fissare regole quadro.
Per l'ex consigliere federale, la scuola vizia gli studenti e non valorizza abbastanza lo sforzo del lavoro
La politica scolastica svizzera è dominata da una ideologia socialista, ha denunciato oggi Christoph Blocher davanti ai delegati dell'UDC, riuniti in assemblea a Pfäffikon (SZ). Il vicepresidente del partito, già consigliere federale, ha pure criticato la politica famigliare e ha chiesto un deciso cambiamento di rotta nei due settori. Per Blocher la scuola attuale, seguendo a torto il parere degli esperti, tende a viziare gli studenti invece di valorizzare sforzo e lavoro. È ora che l'Unione democratica di centro impugni la questione di fronte al «lassismo» dei partiti di sinistra e del centro. L'ex capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha pure criticato l'Accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato HarmoS), il piano svizzero tedesco di armonizzazione dei programmi scolastici (Piano 21) e l'ordinanza sull'assistenza extrafamiliare di minori. Blocher ha inoltre denunciato la rinuncia al dialetto svizzero tedesco a favore dell'Hochdeutsch nelle scuole germanofone. A suo avviso, questa misura sradica i bambini privandoli della loro lingua materna. L'ex consigliere federale ha pure stigmatizzato la politica famigliare elvetica. A suo parere, lo Stato ha sostituito la famiglia nella cura dei figli con un modello d'accoglienza extrafamiliare sostenuto con il finanziamento pubblico. Per finire l'educazione dei bambini è nelle mani di impiegati dello Stato e non più in quelle delle famiglie, ha detto. Blocher ha quindi chiesto che tutti i modelli famigliari siano posti allo stesso livello sia per la Confederazione che per i Cantoni. Per raggiungere l'obiettivo lo zurighese ha chiesto ai delegati di sostenere l'iniziativa del partito per la famiglia. «I genitori che non si sbarazzano dei loro figli devono pure beneficiare di una deduzione fiscale di almeno 10'000 franchi sull'imposta federale diretta». In precedenza anche il consigliere federale Ueli Maurer si era espresso in modo analogo. La famiglia è il nocciolo della società e la garanzia del suo futuro. Lo Stato non dovrebbe «giocare a mamma e papà», ma limitarsi a fissare regole quadro.
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