mercoledì 30 dicembre 2009
A margine : fusione del Gambarogno
Interessante le considerazioni che appaiono in merito al nuovo comune.Segno che un certo interesse si sta nuovamente risvegliando.Mi sembra che le rivendicazioni iniziali, quasi delle esigenze irrinunciabili si stiano stemperando a favore di una discussione più possibilista, aderente alla realtà attuale.I problemi? Ma dapprima si potrebbe parlare di problemi di coordinamento per la gestione di un territorio così vasto,la reperibilità di mezzi finaziari sufficenti affinchè tutte le zone del Gambarogno abbiano a poter disporre di tutti i servizi di base ad un livello minimo uguale per tutti,riuscire ad organizzare un ufficio tecnico efficente sia nelle gestione e manutenzione del territorio, delle strade e delle opere edili e del genio,senza dimenticare l'altro importante compito di sorvegliare attentamente tutto quanto avviene nell'edilizia privata.Programmi futuri?Qui si potrà scegliere si spera a breve, tra le aspirazioni dei diversi partiti o gruppi che avranno la capacità di organizzarsi per affrontare una consultazione di questo genere.Bisognerà in tutti i casi, mirare un attimino un pò in alto, alfine di riuscire almeno a raggiungere qualche gradino superiore agli attuali.Per affronatre il discorso di tipo culturale ha ragione l'estensore:fino ad oggi bisogna riconoscere che se si è realizzato qualcosa è grazie all'iniziativa privata.Ma qui sta l'interrogativo di base: come mai questa situazione?La risposta più ovvia potrebbe essere che nell'ente pubblico mancchi un intresesse culturale da sviluppare e proporre alla popolazione.Non mancano di sicuro i mezzi finanziari :basta guardare cosa è stato votato negli ultimi anni e per quali scopi.E per l'ultima suggestione le considerazioni possono essere molteplici.Dapprima sulla eventuale disponibilità di persone attualmente già nei municipi.Definire questo, "riciclo" è un pò una mancanza di considerazione della realtà.Incominciamo a dire :giù tanto di cappello a chi si ripropone per una carica in un discorso di carattere regionale.Ci sono sicuramente persone in grado di prendersi carico di nuove responsabilità.Il rinnovamento ci vuole,eccome, ma le persone non si creano dall'oggi al domani.Non ci sono i delfini pronti a subentrare questa è la realtà: il perchè è probabilmente dovuto ad una non attrattività della politica e gestione della cosa pubblica oppure forse anche in quanto le poltrone non sono mai state liberate...C'è sempère più una grande difficoltà per i cittadini ad identificarsi nei partiti :quelli storici , nella nostra regione si differenziano solamente durante alcuni mesi prima delle elezioni:tutti vogliono il bene della propria regione e le strade per raggiungerlo sono invero uguali per tutti.Altri movimenti, abituati a a sparare grosso, poi debordano banalizzando persone, cose , idee e la gente poco si riconosce in certi modi goliardici di fare politica.Per cui quale potrebbe essere la strada da percorrere? Una possibilità è che i "partiti" riescano a stabilire un dialogo e una concertazione delle proprie idee e aspirazioni: sicuramente risorse prezione sarebbero disponibili (ci sono eccome)e i giochetti personali cadrebbero immediatamente.Vedremo se la buona volontà riuscirà a prevalere.Forza Gambarogno e buon 2010 a tutti
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