
“Mi scusi Presidente ma questo vostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po’ sfasciato. E’ anche troppo chiaro agli occhi della gente che tutto è calcolato e non funziona niente. Sarà che gli italiani per lunga tradizione son troppo appassionati di ogni discussione. Persino in parlamento c’è un’aria incandescente si scannano su tutto e poi non cambia niente.”
Mi scusi Presidente se non son parole mie, ma bensì rubate al vostro Giorgio Gaber, che come ben saprà non le ha scritte l’altro giorno. Sono dispiaciuto di quello che le è accaduto, anche se già da più parti si grida al complotto, mi spiace veramente per quel suo gran cerotto, che dicono lei voglia farsi togliere in Ticino, dove si farà poi aggiungere qualche punticino di sutura qua e là, così da ripristinare al meglio il suo abbagliante e imperituro sorriso.
Non venga in Ticino Presidente, qui siamo tutti mafiosi e la notizia giunge da fonte degna. Ai ticinesi lo ha rammentato il suo Ministro, quel Giulio Tremonti che non tramonta mai e che anzi a colpo di scudate cerca di risanare le casse del suo Stato.
Non venga da noi Presidente, non siamo degni di ospitarla, Lei che proviene da una nazione che ha debellato la mafia, la corruzione, gli attentati, la mala sanità, l’immigrazione clandestina, non venga a farsi curare da noi mafiosi. Ne andrebbe del suo onore.
Mi scusi Presidente se sono impertinente, ma di eventuali scuse non me ne faccio niente, non venga da noi a farsi curare. Resti pure a casa sua a riposare.
BruMa ticinolibero
Le scuse il Presiente dovrà presentarle agli italiani fra non molto, quando, liquidato il Tramonto, che servizio alla nazione non ne ha fatto,si ritroveranno depredati da un fisco voracissimo, operante solo a fine di se stesso, non per promuovere il futuro, bensi per riempire buchi del passato. E quando la digestione sarà finita, l'appetito ritornerà, ed allora il problema sarà ancora lo stesso.
RispondiEliminaL'operazione dà l'impressione, neppur tanto dissimulata, di accordi dientri il banco: noi vi diamo qualche maffioso da mettere in galera, ma voi ci legalizzate i nostri tesori accumulati, e così è stato.Tremonti non ne è nient'altro che una pedina di questo gioco.
Ciò non giustifica naturalmente certi affari grigi dei banchieri, che sarebbe veramente l'ora di ricominciare ad esercitare la loro professione, con le capacità e competenze imbattibili che solo gli svizzeri hanno dimostrato.
E chi vorrà lavorare con i capitali non avrà che da riempire le valigie e ritornare sui propri passi.Di passaggi ce ne sono tanti.