Sopra e sotto Ceneri sarebbe una svolta .
Giudici: "Fusione coatta per Locarno e Bellinzona"
Lugano si ribella alla perequazione comunale e chiede uno sconto di 8 milioni
Lugano non ci sta. Ma neanche per sogno. La revisione della legge sulla perequazione comunale, non va giù alla Città. E lo ha detto chiaro chiaro alla Commissione della Legislazione, una delegazione del Municipio, giunta in mattinata a Bellinzona. Ma di cosa stiamo parlando? In sostanza parliamo di un fondo in cui i comuni più ricchi versano un contributo per i comuni più poveri. Lugano attualmente versa 26 milioni. La revisione della legge propone uno sconto di 3 milioni. Lugano vuole invece una diminuzione di 7-8 milioni. Oltre alla crisi della piazza finanziaria, a motivare lo sconto è anche questo ragionamento: ma perché mai dobbiamo continuare a finanziare città come Locarno e Bellinzona, che non fanno nulla per migliorare la propria condizione finanziaria, ad esempio con delle aggregazioni? “Questo è il vero, grande problema. Un centro – spiega il sindaco Giorgio Giudici - non può vivere con i contributi di terzi, altrimenti resta senza prestigio e senza credibilità. Io sono per una soluzione radicale, quindi anche per le fusioni coatte. So che è un discorso impopolare ma è tempo di agire rapidamente. E penso che per i politici sia meglio essere i protagonisti del cambiamento piuttosto che farselo imporre”. Dello stesso avviso il vicesindaco Erasmo Pelli: “Non possiamo più finanziare l’immobilismo, in particolare dei grandi centri”. E Giuliano Bignasca affila già le armi: “Senza uno sconto di 8 milioni sarà referendum!”. Ma alla proposta di legge si oppone anche la Associazione dei comuni urbani (ACUTI). Sentiamo la presidente Carla Speziali, che è stata ricevuta dai parlamentari prima del Municipio: “Siamo contrari perché scontenta tutti, sia i comuni beneficiari, che perdono in media il 50% del contributo, sia i comuni paganti che non ricevono benefici sufficienti”. E relatore del messaggio, Tullio Righinetti, sta con Lugano: “Lo sconto ci sarà per forza”.
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