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giovedì 14 gennaio 2010

Dopo Re Giorgio, ecco l’uragano Jacques

Dopo Re Giorgio, ecco l’uragano Jacques
Aggregazioni e perequazione: intervista bomba al deputato PLR

Giudici: "Fusione coatta per Locarno...
Ieri Giorgio Giudici è sbottato: “Fusioni coatte per Locarno e Bellinzona”. Al sindaco e al Municipio di Lugano non va giù di finanziare, attraverso la perequazione comunale, quei comuni, specie le città, che non fanno nulla per migliorare la propria condizione finanziaria, soprattutto con delle aggregazioni. Giudici e i suoi colleghi lo hanno detto chiaramente, ieri mattina, ai deputati della Commissione della Legislazione. Tra loro c’è Jacques Ducry, non proprio un alleato di Giudici, ma che sulla questione, se è possibile, è ancora più duro del sindaco della Città. Ducry, i nodi stanno venendo al pettine…. “Guardi, questa storia mi fa proprio arrabbiare. Secondo me bisogna congelare la legge. Così come è proposta non ha nessun senso, se non quello di tutelare interessi particolari che non fanno gli interessi dei cittadini. C’è bisogno di soluzioni radicali. Come ha detto Giorgio Giudici”. C’è chi dice che i comuni beneficiari della perequazione dovrebbero presentare dei progetti prima di ricevere i soldi. “Esattamente. Prima il progetto e poi i soldi. Niente progetto, niente soldi”. È tempo di fusioni coatte come dice il sindaco di Lugano? “Certo. E se non le propone il Governo, ha il dovere di farlo il Gran Consiglio. Io sono disponibile a presentare, con i colleghi che ci stanno, i relativi atti parlamentari. Se la volontà non viene dal basso, bisogna che qualcuno si assuma la responsabilità e la imponga”. Ma cosa la scoccia tanto? “Mi scoccia che non abbiano fatto la coatta per Mezzovico o in Media Leventina. Si continuano a fare studi sperperando il denaro pubblico. Ci sono piccoli comuni che non possono spendere un franco per i lavori pubblici, e si dichiarano pregiudizialmente contrari alle fusioni. È un atteggiamento anti-etico, per difendere ambizioni personali, poltrone, privilegi dei partiti e interessi elettorali”. I piccoli non si muovono. Ma certo i grandi non danno il buon esempio. Se pensa che Locarno e Bellinzona ricevono i soldi della perequazione…. “È un comportamento indegno. Anche in questo caso l’unico interesse di certi rappresentanti è la difesa di un feudo”. Ci sarebbe poi un’iniziativa costituzionale di Manuele Bertoli, non ancora presentata, che chiede un Ticino con cinque comuni.“Allora dico a Manuele: tiriamola fuori insieme e con tutti quelli che ci stanno. È tempo che i cittadini del Cantone possano esprimersi su quale Cantone vogliano in futuro”. Secondo lei ci sono delle responsabilità anche dei due consiglieri di Stato sopracenerini, Gabriele Gendotti e Luigi Pedrazzini? “Si. Le loro sensibilità sono eccessivamente condizionate dalla gente dei loro comuni di origini e dal loro elettorato. I Consiglieri di Stati devono avere una visione cantonale. E l’interesse cantonale deve prevalere su quello locale. Una visione diversa, semplicemente, non è responsabile”. E il resto del Governo? “Io sono convinto che le opinioni in Governo, siano diverse da quelle di Gendotti e Pedrazzini. Ma che per il quieto vivere e per la concordanza, i ministri non hanno il coraggio di prendere le decisioni nette che è necessario prendere in questi e in altri campi. Ciò vale anche per il Gran Consiglio”. Infine, molti dei comuni sopracenerini che ha messo nel mirino, hanno un sindaco o un ampia maggioranza PLR. Il suo partito… “Il PLR ha certamente delle gravi responsabilità, sia a livello cantonale che in alcuni dei suoi rappresentanti comunali. Il nuovo corso dovrà scegliere una linea chiara e perseguirla con determinazione”. ticinonews

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