sabato 9 gennaio 2010
GAMBAROGNO - 107 giorni
GAMBAROGNO - 107 ( e ognuno continui a contare ogni giorno che passa)Sempre più spesso leggiamo interrogativi sul futuro della regione.Politicamente e amministrativamente la popolazione ha voluto un cambiamento radicale, progressista e lungimirante.Ora sulla soglia di questo futuro, come sempre quando si affronta il futuro c'è l'incognita di come sarà.Non c'è come l'ignoto o il non conosciuto che accrescono i timori, le paure e le indecisioni.Lo constatiamo quotidianamente quando incontriamo qualcuno sconosciuto, o uno straniero o qualche persona di etnia diversa.Se poi si riesce a superare la difficoltà iniziale della diffidenza ci rendiamo conto quanto i rapporti personali siano molto semplici e diretti.E questo si sta verificando con l'aggregazione.Purtroppo sembra che il tempo trascorso tra la consultiva e la costituzione del nuovo comune abbia affievolito gli entusiasmi iniziali, le intese, i buoni propositi .Si percepiscono tatticismi di persone, programmi, idee, iniziative ecc.Sembrerebbe che ci sia paura ad esprimersi e dichiarare le proprie aspettative e aspirazioni.Candidati e potenziali candidati che si eclissano, si nascondano, glissano per paura di chissà quale apprezzamento. Ben venga chi si dichiara aperto a una candidatura, si mette a dispoizione apertamente, senza timore delle indiscutibili difficoltà che un'organizzazione del genere potrà incontrare inizialmente.Bisogna pure ammettere che certe probblematiche sono retaggio di un certo sistema di far politica, del desiderio di collezzionare voti a più non posso, influenzati sicuramente anche dai partiti cantonali le cui direttive sono sempre e solo sul palco teatrale e del "grand gignol" ,poco propensi a preoccuparsi dei problemi che il popolo deve affrontare quotidianamente.Le richieste e gli interrogativi che giungono dai Gambarognesi (invero pochini per il momento) sono rivolti al futuro, all'organizzazione e agli indirizzi.È chiaro a tutti che senza concertazione non si va da nessuna parte.E allora perchè a livello di queste imminenti assemblee partitiche non spingere i comandanti a mettersi attorno a un tavolo,per proporre un discorso unitario sul futuro?Oppure c'è qualcuno che non ci sente da quest'orecchio? Un qualche dubbio c'è. Facciamo una domandina semplice , semplice ai presidenti : siete d'accordo di affronatre un discorso unitario e propositivo, senza se e senza ma con coraggio e determinazione? Ditelo una volta tanto esplicitamente , anche questo è un argomento affinch'è gli elettori facciano una scelta in linea con il proprio pensiero.Il tempo delle decisioni è arrivato, procastinarlo ancora è solo controproducente.Tempo fa l'Unione faceva un'apprezzata birra. Oggi l'unione può solo essere il collante per un Gambarogno determinato e forte.Buona spalata a tutti ! un cittadino
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