
Tra gli ultimi paesi in Europa, dal 1° marzo anche la Svizzera introdurrà definitivamente il passaporto biometrico, sul quale sono registrati elettronicamente i dati personali. Una quarantina di centri di registrazione verranno aperti entro tale data in tutto il paese.
Dal 1° marzo solo i cittadini della Bosnia-Erzegovina e della Bielorussia non disporranno ancora in Europa dei nuovi documenti di identità. Seguendo l'esempio di tutti gli altri paesi europei, anche la Svizzera entrerà nell'era del passaporto dotato di un microchip. Gli Stati membri dello Spazio di Schengen avevano già adottato il passaporto biometrico dall'agosto del 2006. La Confederazione, che vi ha aderito soltanto nel dicembre 2008, aveva ottenuto un margine di tempo supplementare per adeguarsi a sua volta. Presentati martedì a Zurigo, i nuovi apparecchi di registrazione dei dati elettronici – una fotografia, due impronte digitali e la firma del detentore – dovrebbero funzionare senza problemi dal prossimo 1° marzo. "Tocchiamo ancora ferro, ma tutto procede per il verso giusto e dovremmo farcela nei tempi previsti", ha indicato il responsabile del progetto Markus Waldner, collaboratore dell'Ufficio federale di polizia (fedpol).
Dal 1° marzo solo i cittadini della Bosnia-Erzegovina e della Bielorussia non disporranno ancora in Europa dei nuovi documenti di identità. Seguendo l'esempio di tutti gli altri paesi europei, anche la Svizzera entrerà nell'era del passaporto dotato di un microchip. Gli Stati membri dello Spazio di Schengen avevano già adottato il passaporto biometrico dall'agosto del 2006. La Confederazione, che vi ha aderito soltanto nel dicembre 2008, aveva ottenuto un margine di tempo supplementare per adeguarsi a sua volta. Presentati martedì a Zurigo, i nuovi apparecchi di registrazione dei dati elettronici – una fotografia, due impronte digitali e la firma del detentore – dovrebbero funzionare senza problemi dal prossimo 1° marzo. "Tocchiamo ancora ferro, ma tutto procede per il verso giusto e dovremmo farcela nei tempi previsti", ha indicato il responsabile del progetto Markus Waldner, collaboratore dell'Ufficio federale di polizia (fedpol).
Swissonline
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