Immunità parlamentare, giro di vite
In aula calunnie e ingiurie avranno conseguenze penali
BELLINZONA - Giro di vite del Gran Consiglio in fatto di immunità parlamentare. Fino ad oggi un deputato poteva proferire espressioni diffamatorie e calunniose (purché fatte in aula o in un atto parlamentare) senza subire conseguenze sul piano penale. In futuro invece non godrà più di protezioni. La persona che si ritiene vittima di calunnia e di ingiuria potrà adire le vie legali e il deputato sarà trattato alla stregua di un cittadino qualsiasi. In caso di diffamazione invece, su richiesta del Ministero pubblico, il Parlamento dovrà decidere se revocare o meno l’immunità. Occorrerà la maggioranza qualificata (46 voti), a scrutinio segreto. Il deputato interessato potrà rinunciare volontariamente all’immunità, se vuole evitare il voto parlamentare.
CdT
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