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giovedì 14 gennaio 2010

Nuovo Gambarogno, scongiurare l’indifferenza

Nuovo Gambarogno, scongiurare l’indifferenza
di Diego Invernizzi, Quartino-Magadino
Quando, in votazione consultiva, i cittadini-elettori di otto dei nove comuni del Circolo del Gambarogno (contrario soltanto San Nazzaro) diedero il loro consenso, a larghissima maggioranza, all’unificazione delle forze per formare un’unica entità, si ebbe l’impressione che uno spirito nuovo fosse in atto per abbattere la piaga del campanilismo. La corsa all’aggregazione fu però rallentata dalla ferma opposizione delle autorità di San Nazzaro che vedevano negata al loro comune – dalle istanze cantonali – l’autonomia sancita dalla Costituzione. Il recente responso del Tribunale federale, conseguente al loro dettagliato ricorso, ha azzerato tutte le residue speranze di chiamarsi fuori dal coro aggregativo. Da quel momento – agli occhi della gente comune – è calato un apparente silenzio che è stato interpretato in diversi modi sino all’annuncio della data scelta (25 aprile) per l’elezione dell’Esecutivo e del Legislativo del nuovo comune. È doveroso sottolineare il termine ‘apparente’, dal momento che i vertici di ogni comune si sono incontrati a più riprese per coordinare il lavoro, mettendo a fuoco le varie problematiche. Tutti sulla stessa barca a remare nella consapevolezza che il nuovo comune dovrà assumere un’importanza regionale, sostenendo lo sviluppo del comprensorio, potendo contare su un miglior coordinamento ed un impiego ottimale delle risorse.
La pianificazione e la progettazione di un comprensorio così ampio e variegato (da Dirinella a Contone, senza dimenticare Indemini) potranno portare dei benefici – a medio termine – se chi sarà chiamato a operare lo farà con il piglio del manager di successo. Uomini o donne di provata capacità dunque, pronti ad assumersi enormi responsabilità, dotati della necessaria umiltà oltre che di buone capacità operative, abili nello spiegare alla gente comune come intendono muoversi. Un’operazione, quella del convincimento e del contatto, da mettere in atto subito dai vertici dei vari partiti, prima che si diffonda l’indifferenza, il peggiore dei mali. Da un giro d’orizzonte di questi giorni abbiamo raccolto voci assai lontane dalla realtà ‘storica’ imminente: tutti vorrebbero già conoscere i nomi dei candidati, la destinazione degli attuali dipendenti, le retribuzioni del nuovo sindaco e dei membri dell’Esecutivo (il loro sarà un lavoro duro) l’ubicazione dei vari uffici. E c’è chi s’interroga sulla promessa dell’imposizione fiscale dell’85 per cento, e sulla sua durata. È evidente che a tutte queste domande non è possibile dare una risposta immediata ma già il fatto che la gente s’interroghi è buon segno: vuol dire che la politica è ancora viva e che può essere alimentata unicamente con un’informazione adeguata già a partire dai prossimi giorni, quando i vari partiti chiameranno a raccolta i loro aderenti. Per il ‘Nuovo Gambarogno’ la sfida è enorme, ma se verrà affrontata con determinazione e professionalità nascerà un comune più grande e più forte.

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