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lunedì 11 gennaio 2010

Vaerini: 'Quartino, un caso isolato e complesso'


Parla il capitano Pierluigi Vaerini della gendarmeria territoriale Articolo e foto tinews

Quartino: butta benzina sul vicino, ...
Prende una tanica di benzina, la rovescia sul vicino e tenta di dargli fuoco. Gli screzi, le minacce e gli insulti a Quartino si sono protratti per tre anni. Ora un uomo è finito in prigione con l’accusa di tentato omicidio intenzionale. Le liti tra vicini solitamente non degenerano in casi simili, che rimangono fortunatamente isolati. “Sì, Quartino è un caso isolato. Anche se nel corso dell’anno succedono casi analoghi in Ticino. Ma per fortuna non così spesso”, ci dice il capitano Pierluigi Vaerini della gendarmeria territoriale. Sui fatti di Quartino Vaerini non entra nel dettaglio. Infatti c’è un’inchiesta in corso per stabilire cause e dinamiche di quanto capitato venerdì scorso in cui un 59enne ha tentato di dar fuoco al vicino 35enne dopo che quest’ultimo ha preso a pugni sua moglie. Vaerini spiega: “Non so se si poteva evitare un avvenimento del genere, probabilmente sì, probabilmente no. Quanto accaduto è sicuramente più complicato di quanto appaia al pubblico”. Nel 2009 alla polizia sono giunti quasi 1300 incarti aperti per reati contro l’onore, che solitamente sfociano durante le liti tra vicini. “Insomma - ci spiega ancora il capitano -, sono persone che si insultano, si diffamano, si calunniano e anche qualche volta si minacciano. Rispetto agli anni scorsi il numero di questi incarti è diminuito”. L’autorità di prima istanza ad intervenire nelle liti tra vicini è il Municipio, poi se capitano fatti di rilevanza penale interviene la polizia cantonale. “Siamo consapevoli che a livello preventivo ci sono debolezze nel nostro sistema: non abbiamo la base legale per fermare tutti i potenziali pericolosi che potrebbero compiere gesti come quello di Quartino”. Insomma o capita la situazione tragica e la polizia interviene oppure… “Solitamente prima di arrivare a un gesto simile - termina Vaerini - ci sono delle querele precedenti in cui le parti si incontrano e litigano; c’è una denuncia al Ministero pubblico. Di solito non si arriva subito a gesti così estremi”. Maghetti: "Ognuno risponde della sua colpa"“Dal profilo giuridico la giustizia da sé non ha spazio. Ognuno risponde della sua colpa”, osserva l’avvocato Luca Maghetti dai microfoni di Radio 3iii. E continua: “Se una persona negli anni ha accumulato uno stato di profonda sofferenza, ecco che questo stato d’animo può essere un’attenuante generica o specifica”. Per ascoltare l’intervista completa a Luca Maghetti vai alla s

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