Con il loro polee i Fughezzee si sono superati
Prova maiuscola della compagnia di Lumino nel suo ultimo spettacolo
O Anche l'uomo contemporaneo avverte la necessità di evadere di tanto in tanto dal reale abbandonandosi al sogno a occhi aperti per reagire alla routine. Qualche sera fa ne abbiamo goduto appieno assistendo a una delle fortunate rappresentazioni dell'ultimo spettacolo ideato dai Fughezzee: «A vivom tucc in un gran polee» che, come tradizione, sta registrando il tutto esaurito all'Oratorio di Lumino. E non solo. Tra lunedì e ieri sono stati prenotati anche i biglietti disponibili per le due repliche al Teatro Sociale previste il 19 e 20 marzo. Una risata tira l'altra, un fuoco di fila di battute, un divertimento continuo dove in grande Gianfranco Pranzi ha costruito tutta la serata su metafore esaltanti e indovinate. Con la competenza di chi conosce i suoi «polli», ovvero il suo pubblico che da dieci anni lo segue con entusiasmo e amore. Nel calderone della susa sferzante satira Gianfranco Pranzi mette alla berlina, o esalta, personaggi politici e non, con gigantesche caricature degli attuali leader Gheddafi, Berlusconi, Sarko-zy con lady Carla, Obama con Mi-chelle, senza dimenticare il nostro grande arbitro Massimo Bu-sacca. Questi e altri uomini politici ticinesi e nazionali vengono presi di mira dalla satira dei Fughezzee che nel loro «polee» vivono sotto la guida della «galina vegia» interpretata con maestria da Mariagrazia Chiosi. Con lei Ario Tochen, il beniamino del pubblico, ancora una volta grande interprete e pulcino nero del «gran polee».
Che dire egli altri attori? Purtroppo lo spazio è tiranno e non è possibile elencare le doti interpretative dei singoli. Ad imporsi sono soprattutto gli slanci individuali, la coesione del gruppo, l'esuberanza, la naturalezza, la serietà che caratterizzano il grande successo di questo gruppo. Infine una citazione per Vittorina Cot-tini per la sua ricchezza costumi-stica che ha dato un tocco di eleganza e competenza artistica.
Italo De Marchi/Red.
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