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lunedì 1 febbraio 2010

Pesca, tutte la battaglie della società Gambarognese


Pesca, tutte la battaglie della società Gambarognese
Allarme per laghi e fiumi con le catture in netto calo. Tra le cause cormorani, spurghi e concimi
D.I.
La tensione che regnava alla vigilia della 97esima assemblea ordinaria della Società di pesca ‘Gambarognese’, per le ventilate dimissioni dell’intero comitato, si è smorzata di colpo alla riunione di sabato a Magadino, quando il presidente Virgilio Morotti ha annunciato che l’allarme è rientrato. Senza giri di parole, ha fatto capire a tutti che non esistono ostacoli insormontabili quando ci sono la volontà, la convinzione, lo spirito di collaborazione (doti indispensabili per una società con oltre duecento soci) per dare un contributo positivo a favore di una categoria che da tempo si batte per la salvaguardia della fauna ittica. Categoria che non esita a denunciare situazioni incresciose.

L’assemblea ha preso nota della partenza di 4 membri (Sascha Schuler, Fabio Zanini, Jason De Marchi e Marzio Balestra) per poi nominare i subentranti: Alan Radaelli, Alessandro Leban, Jehan Pretat, Fernando Sargenti, in aggiunta ai tre confermati: Virgilio Morotti (presidente), Manuele Esposito, Hans Pflugshaupt e Ursula Pflugshaupt (segretaria). Morotti, nella sua relazione, si è dapprima soffermato a denunciare l’invasione di cormorani e di aironi che banchettano a piacimento nei laghi e nei corsi d’acqua nell’indifferenza generale. Ma pure l’inarrestabile inquinamento atmosferico, l’uso di concimi chimici nell’agricoltura e la pulizia dei bacini idrici nelle vallate che sono le altre cause dell’incredibile calo di pesci. Il fiume Ticino, tanto per fare un esempio, registra un meno 80 per cento. Un calo che preoccupa i pescatori. Dalle autorità competenti il presidente auspica vigilanza, maggior rigore verso chi sgarra e più trasparenza nell’informazione.

Memore di quanto avvenuto lo scorso anno con lo svuotamento dei bacini Carmena e Carassina nel periodo di riproduzione di pesci pregiati, il presidente si è augurato che le autorità sorveglino l’operazione che verrà ripetuta nella prima quindicina di maggio. Ci sono alcune ragioni per credere che questa volta andrà meglio: «A differenza degli anni passati, quando i danni al patrimonio ittico venivano valutati a operazione conclusa (archiviando la pratica con un possibile indennizzo), ora verrà effettuato il censimento prima di iniziare le operazioni di spurgo, come pure l’analisi del biosistema in vari punti del fiume. A conclusione dello spurgo verranno poi eseguite le verifiche in più punti, per conoscere il grado d’intorbidimento dell’acqua». Poi ha aggiunto: «Vedremo se le Officine idroelettriche bleniesi rispetteranno il programma dettagliato imposto dalle autorità cantonali», che non tranquillizza del tutto i pescatori.

Sono stati approfonditi altri temi: la riproduzione, le peschiere, le aree da proteggere, l’uso delle reti, gli incontri della commissione italo-svizzera, il regolamento di applicazione, le verifiche sui valori tossici riscontrati negli agoni, i corsi per l’ottenimento della patente, le semine di avanotti nei laghi e nei riali e le manifestazioni ricreative. Morotti si è poi complimentato con Nicolino Branca, che si è laureato campione sociale 2009 con la cattura di una trota lacustre di notevoli dimensioni (82 centimetri per 5,280 chili).

Numerosi gli interventi che hanno messo a nudo progetti di dubbia efficacia (l’uso di reti che potrebbero causare danni notevoli al pesce persico, per esempio), ma che hanno anche ‘caricato’ a dovere il nuovo comitato che sarà chiamato a denunciare ogni irregolarità riscontrata. La ‘Gambarognese’ ha capacità, conoscenza del territorio e una situazione finanziaria sana; armi che le consentono di muoversi senza affanno verso il secolo di vita (fra tre anni).

I soci hanno apprezzato la proiezione di alcune diapositive sui lavori di sistemazione alla foce del Ticino (inaugurazione a primavera), da parte del direttore scientifico delle Bolle di Magadino, Nicola Patocchi. Ma anche i simpatici aneddoti raccontati dal presidente di sala Fernando Gaja, che ha ricordato come nella sua adolescenza si pescava dalla riva con una frasca e si riempiva il cestello in poco tempo. «Oggi – ha fatto presente – assieme alla frasca sono spariti anche i pesci».

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