Anonimi avanti a tutta
I media non possono essere costretti a rivelare gli indirizzi IP di chi partecipa ai loro blog anche nel caso di commenti diffamatori. Lo ha deciso il Tribunale federale respingendo un ricorso.
«Questa decisione è oltremodo importante perché si tratta della prima volta in cui il Tribunale federale si pronuncia in favore della protezione delle fonti nell'ambito dei blog. La sentenza è in linea con decisioni precedenti del tribunale che riconoscono il ruolo dei media in quanto 'guardiani'», afferma il professore di diritto Rolf H. Weber.
La sentenza riguarda un internauta che aveva redatto un commento diffamatorio nei confronti di una terza persona su un blog della Televisione svizzero tedesca SF, relativo a una trasmissione sul Ridotto nazionale, un programma storico in cui veniva simulato il periodo della Seconda guerra mondiale. L'utente si era identificato unicamente con le iniziali A. M.
La persona presa di mira dal commento aveva sporto denuncia contro l'utente anonimo per diffamazione e abuso dei sistemi di comunicazione. La procura pubblica di Zugo aveva chiesto alla SF di consegnarle l’indirizzo IP (l'equivalente di un indirizzo stradale o un numero telefonico riferito però alla rete informatica), per risalire all'identità del blogger.
La SF ha però rifiutato, spiegando che tale informazione era contraddittoria al principio della protezione delle fonti e ha deciso di ricorrere presso il tribunale di ultima istanza.
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