Lo scorrere del tempo non sembra avere effetto sulla vena creativa dell'artista gambarognese Edgardo Ratti, che - sorretto da un immutato entusiasmo - continua a trascorrere lunghe ore nell'atelier del «Ragno», a Vira, scolpendo le «poesie di vita» suggeritegli senza posa dalla quotidianità.
Lungo il suo percorso, che dura da oltre sessant'anni, Ratti ha lasciato tracce importanti tanto in Ticino quanto oltre Gottardo e anche fuori dai confini nazionali, con i critici che hanno puntualmente seguito le novità introdotte nel suo stile.
A questo proposito gli ultimi anni hanno portato un'improvvisa evoluzione, che ha dato vita a una serie di tele di identico formato - 100 x 100 centimetri - raffiguranti forme geometriche ritmate e arricchite da lamine d'oro zecchino. Un'evoluzione che ha incuriosito anche il dott. Grigoris Pallas, titolare dell'omonimo centro alberghiero e ospedaliero di Olten, nonché appassionato d'arte. Proprio in questa frequentata struttura confederata Ratti sarà così accolto in qualità di ospite - primo ticinese in assoluto -, nell'ambito di un'iniziativa espositiva che ogni anno vede le opere di dieci artisti comporre una apprezzata mostra collettiva. Il vernissage del prestigioso evento è previsto per giovedì
1. settembre alle 19. D.I.
1. settembre alle 19. D.I.
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