Una folta delegazione di dipendenti della Navigazione Lago Maggiore e
delle FART – accompagnata da politici e sindacalisti di SEV, UNIA e OCST – ha consegnato ieri pomeriggio
davanti a Palazzo federale a Berna la petizione lanciata due settimane fa
per difendere occupazione e turismo sul lago Maggiore.
Le firme raccolte
sono state 10’092. Per la politica erano presenti il consigliere agli Stati Fabio Abate e la consigliera nazionale
Marina Carobbio Guscetti. «Un sostegno unanime e corale», evidenziano
i sindacarti. Le firme sono state raccolte fra popolazione locale, turisti e
utenti della navigazione. Attestazioni di solidarietà sono arrivate da tutto il Cantone e dai più disparati settori lavorativi. Un unico messaggio
trasmesso a più voci al Consiglio federale, dunque, affinché prenda le
necessarie misure. Come noto non
sono più serviti gli scali di Gerra, Vira e Ranzo S. Abbondio, e viene a
mancare la navetta delle 13.30 tra Magadino e Locarno. Anche i turisti si sono fatti sentire, criticando la soppressione dell’aliscafo a destinazione delle isole Borromee da Locarno.
«La palla passa ora alla Confederazione – scrivono i sindacati – che non
potrà ignorare l’impressionante numero di firme raccolte in pochissimo
tempo. Il messaggio è chiaro: occorre dare una risposta all’insicurezza.
Non è possibile permettere che sul
Lago Maggiore si navighi letteralmente a vista. La Confederazione non può
trincerarsi dietro agli articoli di una
concessione internazionale solo per
il fatto che viene rispettata in grandi
linee. Serve una decisione politica».
Nessun commento:
Posta un commento