D.I.
Una quindicina di amici della montagna ha aderito all’invito del Gruppo di lavoro dei patriziati del Gambarogno per la giornata di pulizia dei pascoli sull’Alpe di Neggia; un appuntamento annuale sostenuto pure dalla società cacciatori Diana gambarognese, dall’Ente regionale di sviluppo Locarnese e Vallemaggia e dall’Ufficio cantonale di caccia e pesca. Il lavoro è stato eseguito con particolare impegno da tutti i partecipanti. Braccia forti e abilità nell’uso di motoseghe e tosaerba sono state la ‘medicina’ per il pendio che sale verso il Tamaretto; un toccasana che consente di fermare l’avanzata di cespugli invasivi (rovi, ontani e rose alpine) che abbondano in quel pascolo.
Il gruppo di volontari ha dedicato l’intera mattinata di sabato 12 maggio alla cura del prato, accatastando e poi bruciando sul posto, al termine dell’intervento, le sterpaglie divelte. Osservandoli al lavoro sembravano tutti dei professionisti (e in effetti qualcuno lo è) e ciò rende ancor più meritevole il loro contributo. È doveroso segnalare che le attrezzature per il disbosco sono state fornite gratuitamente da due aziende forestali della regione. A chi ha partecipato con entusiasmo all’iniziativa è poi stato servito un succulento pranzo (con menu ‘montanaro’) al ritrovo di Neggia.
Il gruppo di volontari ha dedicato l’intera mattinata di sabato 12 maggio alla cura del prato, accatastando e poi bruciando sul posto, al termine dell’intervento, le sterpaglie divelte. Osservandoli al lavoro sembravano tutti dei professionisti (e in effetti qualcuno lo è) e ciò rende ancor più meritevole il loro contributo. È doveroso segnalare che le attrezzature per il disbosco sono state fornite gratuitamente da due aziende forestali della regione. A chi ha partecipato con entusiasmo all’iniziativa è poi stato servito un succulento pranzo (con menu ‘montanaro’) al ritrovo di Neggia.

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