Modifiche del Piano direttore, in particolare odifiche della scheda M6
AlpTransit e progetti federali d’infrastruttura ferroviaria
Il Municipio ha preso atto della risposta del Consiglio di Stato, del 19febbraio u.s., relativa alle osservazioni precedentemente formulate per la
scheda di Piano direttore “M6 AlpTransit”.
L’Esecutivo cantonale ha dichiarato il proprio sostegno affinché l’ Autorità
federale e le FFS tengano conto - nell’ambito della realizzazione delle
nuove strutture ferroviarie - delle esigenze locali e adottino quindi misure
compensatorie per mitigare gli effetti negativi sull’ambiente, il territorio, le
immissioni foniche e i pericoli per la popolazione.
Ciò non di meno, il Cantone - contrariamente a quanto proposto dal
Comune di Gambarogno - si oppone allo studio di un nuovo tracciato in
galleria da Vezia verso Luino-Laveno. Per smaltire “l’esubero” di almeno
1/3 del traffico AlpTransit il Gambarogno dovrà sopportare un aumento
del numero dei treni che, entro il 2025, ammonterà al 62% (da 57 tracce
a 92).
Il Municipio aveva formulato concrete proposte per aumentare la
capacità del Monte Ceneri, potenziando e ammodernando la vecchia
linea ferroviaria (profilo a 4 metri) da affiancare a titolo sussidiario al
nuovo traforo ferroviario. Pur ammettendo le difficoltà rappresentate dal
dislivello della vecchia ferrovia di montagna, non si comprende come
una linea che ha sopportato e sopporta a tutt’oggi la gran parte del
traffico nazionale e internazionale, secondo il Consiglio di Stato, non
possa neppure rivestire un ruolo accessorio nel futuro di Alp Transit !
Nella risposta inviata al Consiglio di Stato sono pure state esternate alcune
perplessità e in particolare la difficoltà nel comprendere la pianificazione
generale del progetto AlpTransit per il quale la Svizzera sborserà da sola
poco meno di 30 miliardi di franchi, senza alcuna garanzia di cosa
succederà al di là dei confini nazionali. Perplessità rafforzate anche dalle
grosse incertezze ticinesi che ancora si dibattono sulla circonvallazione di
Bellinzona, sulla stazione Ticino, sull’ubicazione dei piazzali di trasbordo,
sulla prosecuzione a sud di Lugano e verso Luino.
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Preso atto della posizione cantonale, che sostiene gli intendimenti della
scheda PD M6 per una futura galleria ferroviaria di circa 30 km a binario
unico, fra Cadenazzo e Luino-Laveno, si è nuovamente ribadito al
Consiglio di Stato il timore che la vecchia linea ferroviaria non sarà per
niente sgravata dal traffico neppure in futuro, infatti, con la costruzione
della nuova struttura, si beneficerà di un secondo binario per un traffico
parallelo nelle dure direzioni. Tutto questo andrebbe ulteriormente a
peggiorare una situazione già caotica e insostenibile.
In assenza di un tangibile sostegno per promuovere la variante di Vezia, il
Municipio ha chiesto al Consiglio di Stato di adoperarsi - nel limite delle
proprie competenze - affinché la progettata galleria fra Cadenazzo e
Luino-Laveno sia progettata a doppio tubo. Solo così la vecchia linea
sarà significativamente sgravata di parte del traffico, con conseguenti
benefici per la sicurezza e la vivibilità dei nuclei abitati del Gambarogno.
IL MUNICIPIO
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