09 06 2015
INTERPELLANZA
AlpTransit / comunichiamo attraverso il nostro territorio
e i nostri prodotti
Il settore agricolo
cantonale e il nostro paesaggio in generale hanno sofferto parecchio delle
conseguenze della realizzazione di AlpTransit. Un solo dato la dice lunga. AlpTransit
ha sottratto più di cento ettari all’agricoltura cantonale. A mo di paragone l’aumento
delle zone edificabili in tutto il Ticino negli ultimi 25 anni è stato di ca
settanta ettari
a scapito del territorio agricolo (dati: cfr rapporto Petizione
famiglie contadine a difesa del territorio agricolo e Interrogazione LTagr
compie vent’anni).
L’Unione contadini
ticinesi, associazione di categoria del settore agricolo cantonale nel 2002
aveva organizzato a Pollegio una manifestazione per esprimere la propria
solidarietà alle aziende toccate da AlpTransit. Oltre ad evidenziare il
sacrificio di territorio agricolo pregiato, gli organizzatori volevano dare un appoggio politico alle famiglie
contadine che arrischiavano di trovarsi in serie difficoltà economiche in quanto
gestendo terreni agricoli in affitto non ricevevano nessun indennizzo per la
drastica riduzione della loro attività.
Da quella grande e
generosa manifestazione scaturì una petizione che il Gran Consiglio fece in
parte sua accogliendo il principio di fare sottostare alla Legge cantonale
sulla conservazione del territorio agricolo anche il DATEC quale ente
pianificante di AlpTransit. Dobbiamo dire che nonostante un riconoscimento nel
2005 parzialmente favorevole da parte dei Tribunali a questo principio di
compensazione del territorio agricolo sottratto, risultante dall’evasione delle
opposizioni concernenti la pubblicazione degli atti AlpTransit tratta del Ceneri, a tutt’oggi non sappiamo
ancora se otterremo un compenso totale o meno. Affaire a suivre.
Già solo da questi
due aneddoti scaturiscono punti di domanda sulle modalità con cui il Ticino
possa aver recepito la realizzazione di
quest’opera colossale.
In questa sede mi
permetto di esprimere un sentimento che
serpeggiava e serpeggia ancora tra il popolo ticinese. La sensazione che
AlpTransit avesse individuato nel Ticino un corridoio dove fare passare tutte
le merci d’Europa senza avere troppa attenzione per la bellezza di questo incantevole
paesaggio e della sua gente. Sentimento vivo per il fatto che oggi ci rendiamo
conto dell’entità che assumerà il traffico merci per numero di treni, lunghezza
e tonnellaggio e soprattutto per l’entità delle merci pericolose che transiteranno; dell’assenza
dell’aggiramento di Bellinzona attraverso Sementina; della caduta del discorso
stazione Ticino; dell’assenza di un vero sbocco verso sud se non utilizzando
una vecchia rete ferroviaria che costeggia il Verbano in una delle zone residenziali
e turistiche più idilliache di tutta la Svizzera.
Tra pericoli,
grandi delusioni, progetti monchi e disagi ma anche tante opportunità ci
accingiamo a festeggiare nel giugno del 2016 la sua apertura avendo puntati su
di noi tutti gli occhi della Svizzera e dell’Europa.
Memore della
manifestazione del 2002 sarebbe più che opportuno comunicare al DATEC e
AlpTransit l’esigenza di capire e leggere sino in fondo il territorio e la
gente di questo bellissimo Cantone. E come farlo se non attraverso la
presentazione del Ticino a tutti gli invitati e partecipanti della cultura datata legata ai prodotti del
terroir, del turismo e del suo paesaggio?
A questo proposito in
merito all’organizzazione dei festeggiamenti dell’apertura di AlpTransit in
veste di Deputato mi permetto di chiedere al lodevole Consiglio di Stato:
Avete stabilito i
contatti necessari con chi di AlpTransit organizzerà questo evento in Ticino e
nel Canton Uri?
Condividete
l’importanza di sensibilizzare AlpTransit sul coinvolgimento
-della
filiera agroalimentare cantonale, dalla produzione alla trasformazione, smercio
e ristorazione e naturalmente del paesaggio unico creato?
-della
filiera del turismo in senso lato comprendente oltre alle organizzazioni, tutti
gli operatori sino agli animatori e ai promotori di eventi?
Condividete che l’organizzazione
di questi festeggiamenti legati all’inaugurazione, dal lato politico
rappresentino una grande opportunità, un ambito per sensibilizzare la nazione e
affrontare ancora in modo più stretto ed efficace con il DATEC vari temi tra
cui, oltre le pecche legate ad AlpTransit evidenziate in entrata, anche la
spada di damocle pendente sul traffico passeggeri a seguito della convivenza
con quello merci; Del pericolo che tutta la svizzera si illuda che AlpTransit abbia
risolto i problemi di mobilità del Ticino snobbando opere altrettanto
essenziali legate alla mobilità privata quali il risanamento del Gottardo e la
realizzazione dell’A2A13?
CLETO FERRARI
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