Il progetto per il porto del Gambarogno richiede una modifica rispetto ai piani iniziali. Il fondale, a 100 metri, è infatti troppo profondo e per ancorare i frangiflutti occorre creare una sorta di falso fondale. Il Municipio cerca le risorse all’interno dei 14,4 milioni stanziati.

Si tratta di una questione di correttezza politica nei confronti del Consiglio comunale che, per la realizzazione del nuovo porto, aveva concesso un credito di 14,4 milioni di franchi. Si tratta del più importante investimento pubblico realizzato finora in tutto il Gambarogno. Ora l’investimento potrebbe superare il tetto votato nel Legislativo. Ma il Municipio intende evitare il sorpasso, che sulla scorta della prima proposta di progetto, era di circa 2 milioni.
L’argomento è stato trattato sabato dal sindaco Tiziano Ponti nel corso dell’annuale assemblea dei pescatori della “Gambarognese” tenuta a Contone. Ponti ha ripercorso l’iter attuativo del nuovo porto regionale, la cui ubicazione era stata decisa negli anni passati dal relativo Consorzio Piano Regolatore, che aveva scelto la località del “Sass di Sciatt”, a San Nazzaro. Da qui il progetto affidato allo studio dell’ing. Sciarini, con l’investimento di 14,4 milioni.
In quel tratto la riva scoscende però molto ripida con una pendenza di 45 gradi e per oltre cento metri di profondità nel punto di ancoraggio dei moli frangiflutti.
La profondità di base sulla quale ancorare le strutture portuali attraverso una sistema di catenarie, risulterebbe quindi eccessiva, con la conseguentelievitazione dei costi non tanto nel corso della fase esecutiva, quanto in quella relativa alla manutenzione: a quella profondità, infatti, i nostri sub non sono in grado di operare e sarebbe sempre necessario richiedere l’oneroso intervento di una società di palombari marini.
Il progetto dell’ancoraggio è stato quindi riconsiderato ed è nata la decisione dicreare un “falso” fondale, realizzato mediante una piattaforma intermedia con palificazioni in metallo di grandi dimensioni, a una ventina di metri di profondità, alle quali verrebbero ancorati i moli frangiflutti, in elementi prefabbricati di beton precompresso, per una lunghezza complessiva di oltre 350 metri. La fattibilità del progetto è stata verificata anche da un esperto del settore che opera nella Svizzera interna, scelto dal Municipio quale ingegnere verificatore.
Per contenere i costi di costruzione nel limite di credito approvato dal Consiglio comunale, il Municipio e il progettista hanno quindi lavorato “di lima” per semplificare il nuovo progetto onde ridurre al massimo l’investimento evitando un sorpasso di spesa.
Insomma, come detto, il Municipio intende rispettare con la massima fedeltà l’investimento previsto e concesso, anche se il porto sarebbe in grado di sopportare un aumento di spesa poiché è sicuramente un generatore di ricchezza (grazie agli introiti delle tasse di ormeggio). Inoltre rappresenta l’occasione storica per procedere al riordino delle rive e alla loro valorizzazione.
Il sindaco infatti ha ricordato che il Demanio cantonale punta alla regolamentazione delle boe, oggi sparse lungo tutta la sponda lacustre, nonché alla rinaturazione delle rive e alla realizzazione di una pista ciclo-pedonale fino a Dirinella.
Il ritardo di otto mesi accumulato forzatamente fino a questo momento potrà salire a un anno. Ma di fronte al lungo periodo precedente che ha richiesto la gestazione del porto, non si tratta certo di un tempo biblico. Quindi, il nuovo iter procedurale, con i costi ridotti il più possibile, potrà avere un duplice sbocco: la conferma dell’investimento in 14,4 milioni, o il ritorno davanti al Consiglio comunale per aggiornare il credito.
C’è da aggiungere che il presidente della “Gambarognese”, Sandro Leban, ha chiesto di poter disporre, nell’ambito del nuovo porto, di un locale-magazzino a disposizione dei pescatori. Richiesta che però non potrà essere accettata, almeno fino a questo momento, poiché nelle previsioni del loro utilizzo, tutti gli spazi portuali sono già occupati.
(T.V.)

hanno preso per il culo il C.C
RispondiEliminaA questo punto, visto che nessuno sa bene dove si andrà a parare con i costi (scontato che i 14 milioni non sono sufficienti) e come già suggerito da altri blogger, è più saggio abbandonare questo progetto megalomane e ripristinare l'intera area interessata come dio comanda.
RispondiEliminaUn tema da affrontare in campagna elettorale, la vecchia guardia é associata al progetto, chissà fino a che punto ne verrà condizionata la rielezione?
RispondiEliminaSiamo oramai alla frutta. Quanto era stato paventato, viene servito come il salame : a fette. Il credito votato non è più suffîcente e non sembra neppure possibile mettere alle corde il progettista, per un ridimensionamento della spesa. Se le soluzioni tecniche, senz'altro ardite, ci potrebbero anche essere, i costi lievitano.
RispondiEliminaE già ora , prima di iniziare affiora la magagna che gli spazi all'interno del bastimento sono già esauriti.
Indipendentemente se la società di pesca possa o no rivendicare la possibilità di disporre di un locale all'interno dello stabile, il sindaco dichiara che il tutto è già occupato. In una nuova struttura del genere è anche logico avere delle riserve,in quanto le attività potrebbero anche esigere qualche magazzino in più. Se poi possa essere destinato ai pescatori è da verificare ( il fatto che siano poi i primi guardiani ecologici del lago andrebbe a loro favore)
Ora a gonfiare le teste dei fautori arriva anche l'INGEGNERE della Svizzera Tedesca (siamo come nel primo dopo guerra quando arrivavano i primi Tedeschi, erano tutti Dottori e Ingegneri e Avvocati.... sono poi morti quasi tutti alcoolizzati ......) Cosi ci sarà poi anche lui da pagare ..... u vegn da la svizzera tudesca uuauu chi sa che brau...........
RispondiEliminaSe fermano il primo che vedono passare in bici dal Sass di Sciatt. lo fermano e gli chiedono una sua opinione .- ma ai si tucc matt
CHIUDETE IL CANTIERE e non ne parliamo piu' che ridono anche i sciatt
Mai sentita la storia della maledizione del sass di sciatt? Chiedete ai vecchi del paese.
RispondiEliminaChissà se l'esperto sia d'accordo di mettere la sua firma, garantendo che l'esecuzione sia garantita in solidità, in durata e senza sorpassi di spesa?
RispondiEliminaA una domanda del genere mi sa che prende la bici e ritorna dal passo del Gottardo anche se ci sono 2 metri di neve.