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lunedì 22 agosto 2016

Rapina alla stazione di servizio: arrestato il proprietario

Clamorosa svolta nelle indagini sul furto commesso a fine luglio alla Tamoil. Gli inquirenti sospettano la messinscena. Fermato anche l'autore materiale dell'atto criminaleMAGADINO - Ha del clamoroso la notizia che si sta, piano piano, diffondendo nel Gambarogno, in merito alla rapina a mano armata verificatasi a fine luglio presso la stazione di servizio Tamoil di Magadino. Negli scorsi giorni la polizia avrebbe perquisito l'abitazione del gerente, un 58enne italiano. Lo stesso uomo sarebbe stato in seguito fermato dagli agenti e attualmente si troverebbe in carcere in attesa di accertamenti. «La sua posizione – conferma Saverio Snider, portavoce del Ministero Pubblico – è tutta da valutare e da chiarire. Lui al momento nega qualsiasi coinvolgimento». Poi aggiunge: «È stato fermato anche l'autore materiale della rapina, un 40enne italiano. Lo hanno trovato in Svizzera interna».


L'ombra del sospetto - Insomma, gli inquirenti sospettano l'incredibile messinscena. Orchestrata forse per riscuotere un cospicuo risarcimento da parte delle assicurazioni. Decisive sarebbero state le analisi delle registrazioni della videosorveglianza. Che sommate ad altri dettagli avrebbero finito per non fare quadrare i contorni della vicenda.
I fatti - La rapina era avvenuta attorno alle 19.30 di venerdì 29 luglio. Un uomo era entrato nella stazione di servizio, minacciando il gerente e il cassiere con un fucile. Dopo essersi fatto consegnare del denaro, era fuggito con una donna in auto in direzione di Bellinzona. Subito, in tutto il Sopraceneri, erano scattati i posti di blocco.
Lati oscuri - La polizia finora aveva mantenuto il massimo riserbo sulla vicenda. Proprio per la delicatezza della situazione. Ma evidentemente il passaggio dei poliziotti nell'abitazione del titolare della stazione di servizio non è passata inosservata. E il Gambarogno ha iniziato a mormorare. Sempre più forte. «L'inchiesta – ribadisce Snider – è ancora aperta. Anche perché mancano all'appello altre persone coinvolte. È ancora presto per avere una visione chiara e completa dei fatti».
Tionline

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