venerdì 14 ottobre 2016

Abusi su minori, manette ad un municipale di Canobbio

da il giornale del ticino
In carcere da 10 giorni - sulla notizia era stato richiesto il silenzio-stampa, da noi rispettato - il 52enne Fulvio Nani, noto anche per le attività di istruttore nel mondo dello sport giovanile. Inchiesta ad ampio spettro: è un nuovo caso in “stile” Flavio Bomio? Sì, il timore è quello: che, magari non con le stesse dimensioni ma secondo modalità analoghe
ed in contesti analoghi, stia per scoppiare un caso simile a quello che portò in carcere - ed alla condanna - Flavio Bomio, “deux ex machina” della “Società nuoto Bellinzona”. Atti sessuali con fanciulli, atti sessuali con persone dipendenti, pornografia: tale il carico degli addebiti mossi a Fulvio Nani, 52 anni, in carcere sin da martedì 4 ottobre (sulla notizia, già acquisita da alcuni quotidiani tra cui il nostro, era stato chiesto il silenzio-stampa; stamane il “via libera” dal ministero pubblico). Figura pubblica, e di primo piano, Fulvio Nani: è municipale a Canobbio (venne eletto ad aprile nelle file della lista civica interpartitica “Canobbio 2020”, avendo maturato una significativa esperienza nel Legislativo ed in quota Plr); è docente di informatica alla scuola professionale di Lugano-Trevano; di più, egli vanta un lungo impegno come istruttore ed allenatore in realtà sportive di primo piano. Una, la “Salute e sport” di Canobbio, con il ruolo di responsabile del settore sci-snowboard, da 30 anni a questa parte; un'altra, l'Hockey club Lugano, proprio con le giovanili e con funzioni di aiuto-allenatore (“volontario”, precisano fonti della società bianconera) tra il 2004 ed il 2012 (lo stesso Fulvio Nani, firmando una scheda di presentazione della candidatura al Municipio di Canobbio, parlava invece di aver svolto tale attività “per una quindicina di anni”). La notizia dell'arresto, come detto, non giunge inattesa. Numero delle persone coinvolte, entità dei fatti e “terminus a quo” dei reati non sono per il momento noti, stante il riserbo imposto dall'autorità inquirente (le indagini sono coordinate dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier). Consta tuttavia il fatto che, nei giorni scorsi, alcuni responsabili della Sezione reati contro l'integrità delle persone sono stati a colloquio con vari soggetti e responsabili di enti e di società “toccati dalla fattispecie”: indirettamente confermata, pertanto, un'ampia ramificazione delle attività e dei centri di interesse dell'uomo sospettato. Aspetto ancora più grave, non di un singolo episodio si tratterebbe, ma di una serie di evidenze coperte per anni da silenzio. Quale il punto in cui la corda dell'omertà si è spezzato, quale cioè il fatto che ha permesso agli inquirenti di aprire uno squarcio sulla vicenda, ancora non si sa; la denuncia di una vittima o di una potenziale vittima, si suppone. Dopo che voci di vario genere si erano rincorse per giorni (l'assenza del sospettato dalle sedi ufficiali non bastava di certo per farlo mettere al centro del mirino), a svelare l'identità dell'autore dei reati, nell'intreccio tra informazioni disponibili e notizie fornite spontaneamente, è stata la dirigenza dell'Hockey club Lugano con una nota-stampa dall'inusitata ampiezza ancorché non priva di prese di distanza: “Siamo stati informati nei giorni scorsi (…) in merito all'apertura di un procedimento penale (…) (contro) un 52enne docente e municipale, che tra il 2004 ed il 2012 ha operato quale volontario anche nella società bianconera, come aiuto-allenatore della sezione giovanile... In un contesto particolarmente delicato come è quello di una società sportiva in cui oltre 400 ragazzi tra i quattro ed i 20 anni praticano quotidianamente l'hockey, la notizia ha particolarmente colpito e turbato tutti coloro che hanno a cuore la sana crescita sportiva - ma soprattutto umana - dei ragazzi... La collaborazione a titolo di volontariato tra Hockey club Lugano e l'indagato si era interrotta nel 2012 per motivi che nulla hanno a che vedere con i fatti dell'odierno procedimento penale”. Drammatica la percezione dello stato dell'arte: “Ci siamo immediatamente messi a disposizione delle autorità inquirenti, e nel frattempo abbiamo convocato, per una riunione informativa (…), le famiglie dei ragazzi minorenni che giocano tuttora nell'Hockey club Lugano e che nel corso degli nani hanno avuto la persona indagata come aiuto allenatore”. All'incontro, da una parte per fornire un primo supporto psicologico e dall'altro per rispondere ad alcuni quesiti di base, erano presenti Myriam Caranzano-Maître, direttrice della “Fondazione della Svizzera italiana per l'aiuto, per il sostegno e per la protezione dell'infanzia-Aspi”, e vari delegati della Polcantonale. Per tali famiglie, così come per quelle degli ex-giocatori e dei giocatori passati ad altre società ma che siano venuti a contatto negli anni con Fulvio Nani, è stato predisposto “un servizio di sostegno attivo per tramite dell'Aspi” (numero di telefono 091.9435747, indirizzo “e-mail” info@aspi.ch); ancora, “siamo in grado di fornire le coordinate per un'eventuale consulenza legale ed i contatti con gli inquirenti della Sezione reati contro l'integrità delle persone”.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Che schifo

fabio ha detto...

molto più che uno schifo, queste menti malate devono essere punite e in particolare a queste menti bisogna in TUTTI i modi impedire che possano ripetersi in futuro (perché, purtroppo, un giorno o l'altro verranno rilasciati in libertà). forse viene già fatto senza che viene "pubblicizzato", in ogni caso una castrazione chimica, dato che quella fisica non è purtroppo possibile, DEVE avvenire. Queste menti malate non devono aver in alcunché modo possibilità di ripetersi.