mercoledì 5 ottobre 2016

Verbano, la scossa contro i siluri

La Commissione italo-svizzera per la pesca prende di petto la questione del pesce invasivo. Le prime contromisure non danno buoni frutti. Si pensa all'elettrostorditore.

Nel Verbano non c'è pace in presenza del siluro: oggigiorno costituisce un grave pericolo
per l'equilibrio biologico, data la sua grande avidità di cibo. Il lago Maggiore, specie sul versante italiano, ne è infestato, tanto da suscitare preoccupazione e timori per il patrimonio ittico locale. La Commissione italo-svizzera della pesca, in una sua riunione recente, ha affrontato di petto la questione, come ci conferma Ivan Pedrazzi, presidente della Sant'Andrea di Muralto. «È un pesce invasivo, anche se taluni professionisti lo commerciano essendovi una certa richiesta sul mercato. L'autorità competente – al cospetto di una crescita numerica e ponderale significativa – ha cercato di promuovere misure per contenere almeno l'espansione, ma senza grande successo. In effetti, sono stati rilasciati, in Italia, alcuni permessi di pesca impiegando reti volanti con una grossa maglia, mentre nei mesi di luglio e settembre scorsi si è fatto ricorso a reti da fondo (che sembrano più appropriate) con una maglia di 80 mm. Tuttavia il bilancio appare piuttosto deludente (sì e no, una dozzina di esemplari per circa 90 chili di peso), mentre nell'anno precedente un sol pescatore aveva catturato siluri per un quantitativo di quasi 180 chilogrammi». La citata Commissione è dell'avviso che occorra da subito intensificare e perfezionare la tipologia di pesca, ricorrendo non soltanto a reti con maglie ancora maggiori, ma magari anche all'elettrostorditore, che potrebbe rivelarsi più consono in base ad alcune recenti esperienze. L'importante è agire su vasta scala e con determinazione, poiché il siluro va prendendo piede su tutto il Verbano, non da ultimo perché non ha bisogno di zone particolari per la deposizione delle uova.CdT

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