GAMBAROGNO ARTE : Mostra internazionale di scultura nel Gambarogno.Dal 15 maggio -al 4 ottobre 2026/font>

venerdì 11 dicembre 2020

DI PORTO MAGNOLIE E CINGUETTII

 PORTO GAMBAROGNO: Un cantiere in disarmo?

Le date delle scadenze per la realizzazione di questo porto, sarebbero sufficienti per una puntata  televisiva del concorso : Zero Vero!
Tralasciando quelle di 30 anni fa si possono citare il 2013, per un primo credito , il 2018 per un secondo credito,( nel frattempo nessuna foglia si è mossa),2019 referendum, che tutti sanno come è andato. Poi grandi indicazioni di inizio cantiere nel 2019, praticamente inesistenti . Poi altre date strombazzate sull’inizio del cantiere per 2020, per poi indicare solennemente la fine di tutto per il 2022.
E qui casca l’asino. I cittadini si aspettavano almeno una ghirlanda natalizia o qualche alberello sul cantiere, tanto per marcare dove dovrebbe sorgere il porto.


Invece di questi giorni sul cantiere del porto ,che sarebbe dovuto partire a razzo visto i ritardi astronomici, sono sparite baracche  e mezzi di lavoro ,é rimasto solo un TOI TOI(cesso) di penultima generazione a mo di rappresentanza per un cantiere che ha ripreso a navigare  nella nebbia.
L’uccellino della magnolia ci cinguetta che la famosa ditta subacquea Nautilus, nota ditta di Venezia,( ampiamente citata dal municipio, quale ditta consorziata con la Ghidoni per il lavori da sub) , senza la presenza della quale a detta del il municipio, non avrebbe firmato il contratto, non sembrerebbe molto propensa ad approdare sulle rive del Verbano in quanto ,vuoi per il Covid 19 e,forse é una scusa, vuoi perché, sembrerebbe che per lavorare in svizzera bisogna avere una sede da noi. O forse  che i prezzi un po alti abbiano fatto cambiare  strategia agli strateghi del porto?O forse che la Nautilus abbia adottati prezzi bassi per accaparrarsi il lavoro e a conti fatti sono troppo pochi? Questo é un mistero, fatto sta che non vorremmo che  si stia guardando altrove,magari riesumando ditte allontanate a suo tempo per troppi fallimenti! Il dubbio è che al giorno d’oggi  é il prezzo che fa la differenza e poco importa se le ditte sono serie o hanno  le capacità o le garanzie,e questo potrebbe aver fatto cambiare idea a qualcuno?.
Che importa  è solo e  sempre il denaro.
Comunque, malgrado i forti ritardi, tutto  tace a discapito della trasparenza quella vera dove la gestione della cosa pubblica dovrebbe essere come un libro aperto ,qui invece sembra sempre esserci qualche cosa da nascondere e questo fa male al paese e alla credibilità di chi gestisce la cosa pubblica.
Ci si è imbarcati in una impresa che si rivela ingestibile. E se prima c’era qualche dubbio sull’operazione economica, ora anche dal lato tecnico gli interrogativi aumentano .
E allora provocatoriamente non sarebbe giunto il momento, da parte anche del consiglio comunale, di riguardare seriamente il tutto, ridimensionando pretese e costi ( tanto i 20 milioncini si stanno gonfiando), oppure passare direttamente alla chiusura del libro, rivalutando le suggestioni per altre soluzioni più azzeccate? Siamo in zona cesarini, ma sarebbe ancora possibile.

1 commento:

  1. Ancora una volta i nostri politici stanno dimostrando alla grande l'incapacità a gestire progetti. Sia piccoli che grandi, solo sorprese.
    Andate a casa che forse è meglio.
    Rimarranno le patate , non bollenti, ma bruciate da togliere dal fuoco e pantalon u paga!

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