Energie rinnovabili
CLETO FERRARI deputato in GC, LdTNel momento in cui l’Europa, forse anche a seguito delle difficoltà finanziarie, stava perdendo colpi nella promozione delle energie rinnovabili, il disastro avvenuto in Giappone ad una centrale nucleare, ha dato la svolta alla politica energetica di vari governi.
La Svizzera per i prossimi dieci, quindici anni si è incamminata in modo deciso sulla strada della promozione delle energie rinnovabili.
La nostra associazione ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti di forme di produzione energetica legate alla legna, al sole, al vento, alla biomassa, all’acqua. Sono tutte risorse che trovano principalmente collocazione nelle regioni rurali in cui il settore primario ha la sua sede e il territorio è vasto.
Taluni si chiederanno cosa centra il primario con la realizzazione di un parco eolico sulla Nufenen. Centra! I patriziati di Bedretto e Osco, proprietari del territorio in questione, potrebbero trarne importanti ricadute economiche. I patriziati, quali enti pubblici, sono i principali proprietari di vasti territori e quindi di boschi, pascoli e alpeggi. Con maggiori risorse a disposizione potrebbero potenziare l’ammodernamento di strade, degli stabili e delle infrastrutture in generale con ricadute positive sulla gestione e valorizzazione del territorio; premesse indispensabili per assicurare l’attrattività e l’interazione di queste regioni con i centri discosti.
Le energie rinnovabili hanno anche il pregio d’essere energie piuttosto pulite. Si inseriscono pertanto idealmente in un concetto di sostenibilità legato al vastissimo territorio cantonale non urbanizzato e quasi lasciato a se stesso.
Al Ticino l’attuale impostazione federale della politica energetica offre un’importante opportunità per entrare in un circolo virtuoso. Le vaste regioni rurali del nostro Cantone non bisogna nasconderlo che sono in difficoltà, ma esercitano una forte attrazione e hanno potenziali da sviluppare come territorio che rimane ancora da valorizzare. Spingere e sostenere la loro vocazione di produttori d’energie pulite significa per il Ticino dare valore a quest’immenso patrimonio, attraverso investimenti sostenibili che devono poter portare ricadute economiche in loco, così da permettere altri investimenti volti a gestire maggiormente il vasto territorio e quindi aumentarne l’attrattiva turistica e di svago per i centri densamente abitati. L’opportunità è concreta e ora si tratta di risolvere alcuni aspetti pianificatori non impossibili e di attrarre l’attenzione dei nostri politici.
Ticino-Impiantistica, la mostra che si tiene in questi giorni a Giubiasco, ha sicuramente il pregio di dare importanti impulsi in questi ambiti.
La Svizzera per i prossimi dieci, quindici anni si è incamminata in modo deciso sulla strada della promozione delle energie rinnovabili.
La nostra associazione ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti di forme di produzione energetica legate alla legna, al sole, al vento, alla biomassa, all’acqua. Sono tutte risorse che trovano principalmente collocazione nelle regioni rurali in cui il settore primario ha la sua sede e il territorio è vasto.
Taluni si chiederanno cosa centra il primario con la realizzazione di un parco eolico sulla Nufenen. Centra! I patriziati di Bedretto e Osco, proprietari del territorio in questione, potrebbero trarne importanti ricadute economiche. I patriziati, quali enti pubblici, sono i principali proprietari di vasti territori e quindi di boschi, pascoli e alpeggi. Con maggiori risorse a disposizione potrebbero potenziare l’ammodernamento di strade, degli stabili e delle infrastrutture in generale con ricadute positive sulla gestione e valorizzazione del territorio; premesse indispensabili per assicurare l’attrattività e l’interazione di queste regioni con i centri discosti.
Le energie rinnovabili hanno anche il pregio d’essere energie piuttosto pulite. Si inseriscono pertanto idealmente in un concetto di sostenibilità legato al vastissimo territorio cantonale non urbanizzato e quasi lasciato a se stesso.
Al Ticino l’attuale impostazione federale della politica energetica offre un’importante opportunità per entrare in un circolo virtuoso. Le vaste regioni rurali del nostro Cantone non bisogna nasconderlo che sono in difficoltà, ma esercitano una forte attrazione e hanno potenziali da sviluppare come territorio che rimane ancora da valorizzare. Spingere e sostenere la loro vocazione di produttori d’energie pulite significa per il Ticino dare valore a quest’immenso patrimonio, attraverso investimenti sostenibili che devono poter portare ricadute economiche in loco, così da permettere altri investimenti volti a gestire maggiormente il vasto territorio e quindi aumentarne l’attrattiva turistica e di svago per i centri densamente abitati. L’opportunità è concreta e ora si tratta di risolvere alcuni aspetti pianificatori non impossibili e di attrarre l’attenzione dei nostri politici.
Ticino-Impiantistica, la mostra che si tiene in questi giorni a Giubiasco, ha sicuramente il pregio di dare importanti impulsi in questi ambiti.
Gli italiani vogliono puntare sulle energie alternative, eppure... http://www.gaetanobuglisi.it/2011/10/03/il-piano-energetico-italiano-slitta-fine-anno/
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