Il tempo passa ma non cambia nulla. È un pò vergognoso presentarsi a tutti questi ospiti e ai residenti in questo modo. Non c'è più amore per il nostro comune. Aumenta il personale ,cala il servizio!
l presidente del Consiglio di amministrazione Agostino Ferrazzini replica alle critiche sul taglio delle corse: «SNL non è nella sua essenza un'azienda di trasporto pubblico. Siamo prima di tutto un'impresa turistica»
Da Ticino online
LUGANO - I granconsiglieri del Ps Maurizio Canetta e Beppe Savary in un'interrogazione avevano parlato di una «riduzione del servizio inaccettabile», riferendosi ai tagli sulla tratta Locarno-Tenero-Magadino. Agostino Ferrazzini, Presidente del Consiglio di Amministrazione di SNL, fa invece rientrare il tutto sotto la voce «rimodulazione del servizio».La risposta a distanza ai due consiglieri e al malumore degli utenti arriva attraverso una lettera.
Come di consuetudine le parrocchie del Gambarogno si riuniscono per le celebrazioni del Venerdì Santo. La Via Crucis quest'anno avrà luogo venerdì 3 aprile a Caviano,
A causa di lavori infrastrutturali alla linea ferroviaria tra Pino Tronzano e Luino a cura di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), i collegamenti TILO S30 subiscono importanti modifiche alla circolazione a partire dal 3 aprile. Sono da prevedere tempi di percorrenza più lunghi.
Gambarogno: è ancora "guerra" tra Navetta e Bus. Il trasporto pubblico divide il Comune e Cantone
Mentre il Cantone spinge per l'ottimizzazione delle linee su gomma, a Magadino e dintorni si alzano le barricate per difendere la navetta veloce. Ma il verdetto finanziario è pesante: Bellinzona non è più disposta a coprire il deficit.
GAMBAROGNO – Non c’è pace per la mobilità sulle rive del Verbano. Quella che doveva essere una transizione fluida verso il nuovo assetto dei trasporti regionali si è trasformata nell’ennesimo capitolo di una "guerra aperta" tra due visioni opposte: da un lato chi punta tutto sull’efficienza dei bus di linea, dall’altro chi considera la navetta Magadino-Locarno un servizio vitale.
Nodo di San Nazzaro: Visione Futuristica o Cattedrale nel Deserto? Il Braccio di Ferro Politico
Il dibattito sul nodo intermodale di San Nazzaro non è più solo una questione di cemento e binari; è diventato un caso politico che scuote il Consiglio Comunale di Gambarogno. Se da un lato il Comune spinge per l'ammodernamento, dall'altro emerge un quadro di incertezza che coinvolge direttamente il Cantone, apparso meno entusiasta di quanto si potesse immaginare.
Le Interpellanze: Un Comune Sotto Pressione
Le recenti interpellanze comunali hanno dato voce ai dubbi di una parte significativa della popolazione. I consiglieri comunali chiedono risposte chiare: perché investire milioni in un progetto che sembra non convincere del tutto le autorità superiori?
Le critiche politiche si concentrano su tre fronti:
L'utilità reale: Si teme che il nodo rimanga "sottoutilizzato" rispetto ai costi di manutenzione e gestione che ricadranno sulle casse comunali.
La viabilità critica: Il progetto del nodo è strettamente legato alla gestione del traffico sulla litoranea. Senza un piano viario regionale solido, San Nazzaro rischia il collasso invece della fluidità.
La trasparenza: Le opposizioni lamentano una mancanza di coinvolgimento diretto dei cittadini, chiedendo che le varianti di progetto siano discusse apertamente prima di procedere con crediti definitivi.
Lo "Spauracchio" del Cantone: Un Sostegno che Vacilla?
Il vero colpo di scena politico riguarda la posizione del Dipartimento del Territorio. Nonostante il progetto faccia parte del PALoc, i segnali che arrivano da Bellinzona sono contrastanti.
Il Cantone sembra sollevare dubbi sulla priorità strategica dell'opera rispetto ad altri nodi ferroviari della regione. C’è il timore che il progetto possa essere ridimensionato o, peggio, che il finanziamento cantonale non sia così garantito come previsto, lasciando al Comune di Gambarogno l'onere (anche finanziario) di un'opera sovradimensionata. Questo "scetticismo ticinese" ha alimentato la fronda del "no", che vede nel nodo un rischio finanziario e paesaggistico eccessivo.
Un Bivio di Credibilità
La politica gambarognese si trova dunque a un bivio di credibilità. Se il Municipio deciderà di andare avanti a testa bassa verso l'inizio dei lavori nel 2026, dovrà dimostrare che il progetto ha ancora il pieno sostegno politico e finanziario del Cantone. In caso contrario, il rischio è quello di avviare un cantiere infinito che spaccherà ulteriormente il tessuto sociale del paese.
La partita è aperta: San Nazzaro diventerà l'esempio di una mobilità d'avanguardia o resterà il simbolo di una pianificazione calata dall'alto e mai digerita dal territorio?
Gambarogno, nevicata devastante: boschi feriti e sentieri impraticabili
La recente nevicata che ha colpito il Gambarogno ha lasciato dietro di sé un paesaggio profondamente segnato. Quella che inizialmente sembrava una suggestiva coltre bianca si è rivelata, con il passare delle ore, una forza distruttiva capace di mettere in ginocchio intere porzioni di territorio boschivo.
Negli ultimi giorni, la tranquillità della zona dei Cento Campi è stata scossa da un episodio che ha lasciato sgomenti allevatori e residenti: alcuni agnelli sono stati trovati sbranati. Dopo i primi dubbi e le inevitabili preoccupazioni, è arrivata la conferma ufficiale da parte delle autorità competenti: il responsabile è il lupo.
Oggi sono stati pubblicati i nuovi orari della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, e la prima sensazione – purtroppo – non è stata di entusiasmo, ma di amarezza. Ancora una volta il Gambarogno risulta penalizzato, e in particolare San Nazzaro, che perde due partenze e due arrivi rispetto alla stagione precedente. Per non parlare dell'approdo di Ranzo del tutto eliminato
Non si tratta solo di piccoli aggiustamenti tecnici: qui parliamo di un vero e proprio ridimensionamento del servizio per una zona che vive anche grazie alla mobilità sul lago. E ciò che colpisce di più è che i tagli non riguardano solo i collegamenti principali, ma anche le corse verso le isole, già ridotte negli ultimi anni. Ora anche quelle vengono ulteriormente sacrificate.
Il Gambarogno è il gioiello sottovalutato del Locarnese. Ma per brillare davvero, la bellezza naturale non basta più: serve una svolta infrastrutturale e strategica. Non è solo una questione di estetica, ma di identità e qualità della vita, sia per i residenti che per i turisti.
Ecco i quattro pilastri per dare nuova linfa alla nostra regione:
1. Sicurezza e Continuità: Il marciapiede Vira-Alabardia
È inaccettabile che nel 2026 esistano ancora tratti di litorale, come quello tra Vira e Alabardia, dove pedoni e turisti devono rischiare la sicurezza a bordo strada. Completare i marciapiedi significa unire il territorio e permettere una fruizione lenta e sicura della nostra costa, trasformando una strada di transito in una passeggiata panoramica degna di questo nome.
Trasporto pubblico innovativo e attrazione turistica.
Una funivia sopra il Lago Maggiore: il collegamento futuristico tra Gambarogno e Foce della Maggia
Immaginare una funivia che attraversi il Lago Maggiore può sembrare un’idea visionaria, ma in realtà potrebbe rappresentare una soluzione innovativa per la mobilità e il turismo nella regione del Locarnese. Un collegamento aereo tra il Gambarogno e la Foce della Maggia offrirebbe non solo un mezzo rapido per attraversare il lago, ma anche una nuova attrazione panoramica capace di valorizzare uno dei paesaggi più belli della Svizzera.
Un’idea semplice: attraversare il lago in pochi minuti
Il Dipartimento del territorio (DT) comunica che mercoledì 18 marzo inizierà ufficialmente una nuova stagione turistica delle Isole di Brissago.
Anche quest’anno la stagione prenderà avvio con l’iniziativa “Tesori botanici sul lago”. Dal 18 al 22 marzo sarà disponibile un biglietto combinato, valido per l’intera durata della manifestazione, che consentirà di visitare le Isole e il Giardino botanico, accedere all’esposizione “Camelie Locarno” e usufruire del trasporto lacustre nel bacino svizzero, a un costo agevolato di CHF 30.- e gratuito per i giovani fino a 16 anni.
L’impatto ambientale dei bombardamenti in Iran e nelle guerre moderne
Quando si parla di guerra si pensa soprattutto alle vittime e alla distruzione delle città. Tuttavia esiste anche un altro effetto meno visibile ma molto grave: l’inquinamento ambientale. Le bombe, i missili e le operazioni militari possono avere un impatto enorme sull’aria, sull’acqua e sul suolo.