Le bande del rame all'attacco del Ticino
Dodici furti nel 2010. Trentotto da gennaio ad oggi. Il triplo nel giro di soli dieci mesi. Dopo l'Italia, i predoni del rame muovono all'attacco del Ticino. La refurtiva va dai vasi alle grondaie, alle decorazioni delle tombe nei cimiteri, fino ai cavi con bobine da 500 metri. Ma bersaglio dei ladri dell' "oro rosso" , bande di slavi, rumeni, albanesi e nomadi, sono soprattutto i cantieri, i depositi e le stazioni.
Se ne parla poco, ma i furti di rame sono ormai sempre più frequenti. Le bande che imperversano da anni nel nord Italia evidentemente stanno ora sconfinando, con un' escalation di colpi negli ultimi tempi. Solo lo scorso mese sono stati denunciati, come conferma la polizia cantonale, cinque furti: a Riazzino, Sementina, Claro, Mairengo e Lavorgo. Ma i ladri operano su tutto il territorio cantonale senza prendere di mira una regione in particolare. Le prime avvisaglie si erano avute un paio di anni fa quando erano state rubate le grondaie dell'ex-cartiera di Tenero e diversi oggetti in rame nei cimiteri del Mendrisiotto. L'ultimo caso, invece, risale a fine settembre col furto messo a segno a Sementina, alla Linetel Sa, azienda specializzata in impianti elettrici. I ladri si sono portati via 15mila franchi di materiale tra bobine di cavi elettrici, matasse di filo di rame e rotoli di cavi.
Basta spostarsi più a nord per vedere che questi furti sono ormai all'ordine del giorno. La polizia argoviese ha arrestato recentemente una banda nell'area autostradale di Kölliken-Nord, su un camioncino sono state trovate trentacinque bobine di cavi di rame rubate da un'azienda del canton Lucerna. A Neuenhof, invece, un agente in congedo ha sorpreso dei ladri di cavi di rame sotto un ponte autostradale. Infine, in diverse località argoviesi sono stati rubati decine di chilometri di cavi per la messa a terra delle linee delle Ffs.
In Italia le zone più colpite dai ladri di rame sono state il nodo ferroviario di Milano, la Milano-Novara, e la Milano-Como-Chiasso. Le bande agiscono la notte e al mattino i treni dei pendolari sono rallentati o completamente bloccati provocando disagi alla circolazione. Proprio per questo motivo, i controlli sono decisamente più serrati negli ultimi mesi, il che
può aver spinto le bande a spostarsi più nord e a varcare, dunque, il confine con il Ticino.
Del resto il rischio vale il bottino: negli ultimi anni il rame è diventato merce sempre più pregiata, soprattutto per chi lo acquista per poco dai ladri per rivenderlo. Infatti, secondo le quotazioni del London metal exchange (Lme), il primo mercato al mondo per i metalli non ferrosi, il prezzo del rame negli ultimi due anni è quadruplicato. I predoni del metallo rosso, secondo le statistiche di polizia, sono nella maggior parte dei casi nomadi che riforniscono un vero e proprio mercato parallelo per questo metallo.
I furti sono oggi una minaccia che può colpire qualsiasi cantiere, azienda o linea ferroviaria dove ci sono grossi quantitativi di cavi o altro rame che si può facilmente asportare. Solitamente si rubano cavi inguainati con all'interno centinaia di fili di rame, così come la "treccia" di messa a terra o di continuità delle linee ferroviarie. I furti meno consistenti riguardano grondaie e decorazioni in rame dei cimiteri.
Tutta la refurtiva ha un'unica destinazione, i ricettatori e il mercato nero che è regolato con vere e proprie quotazioni che aumantano di valore nei vari passaggi dai ladri, ai ricettatori e alle fonderie che lo lavorano prima della vendita finale.
ccenni@caffe.ch
Se ne parla poco, ma i furti di rame sono ormai sempre più frequenti. Le bande che imperversano da anni nel nord Italia evidentemente stanno ora sconfinando, con un' escalation di colpi negli ultimi tempi. Solo lo scorso mese sono stati denunciati, come conferma la polizia cantonale, cinque furti: a Riazzino, Sementina, Claro, Mairengo e Lavorgo. Ma i ladri operano su tutto il territorio cantonale senza prendere di mira una regione in particolare. Le prime avvisaglie si erano avute un paio di anni fa quando erano state rubate le grondaie dell'ex-cartiera di Tenero e diversi oggetti in rame nei cimiteri del Mendrisiotto. L'ultimo caso, invece, risale a fine settembre col furto messo a segno a Sementina, alla Linetel Sa, azienda specializzata in impianti elettrici. I ladri si sono portati via 15mila franchi di materiale tra bobine di cavi elettrici, matasse di filo di rame e rotoli di cavi.
Basta spostarsi più a nord per vedere che questi furti sono ormai all'ordine del giorno. La polizia argoviese ha arrestato recentemente una banda nell'area autostradale di Kölliken-Nord, su un camioncino sono state trovate trentacinque bobine di cavi di rame rubate da un'azienda del canton Lucerna. A Neuenhof, invece, un agente in congedo ha sorpreso dei ladri di cavi di rame sotto un ponte autostradale. Infine, in diverse località argoviesi sono stati rubati decine di chilometri di cavi per la messa a terra delle linee delle Ffs.
In Italia le zone più colpite dai ladri di rame sono state il nodo ferroviario di Milano, la Milano-Novara, e la Milano-Como-Chiasso. Le bande agiscono la notte e al mattino i treni dei pendolari sono rallentati o completamente bloccati provocando disagi alla circolazione. Proprio per questo motivo, i controlli sono decisamente più serrati negli ultimi mesi, il che
può aver spinto le bande a spostarsi più nord e a varcare, dunque, il confine con il Ticino.
Del resto il rischio vale il bottino: negli ultimi anni il rame è diventato merce sempre più pregiata, soprattutto per chi lo acquista per poco dai ladri per rivenderlo. Infatti, secondo le quotazioni del London metal exchange (Lme), il primo mercato al mondo per i metalli non ferrosi, il prezzo del rame negli ultimi due anni è quadruplicato. I predoni del metallo rosso, secondo le statistiche di polizia, sono nella maggior parte dei casi nomadi che riforniscono un vero e proprio mercato parallelo per questo metallo.
I furti sono oggi una minaccia che può colpire qualsiasi cantiere, azienda o linea ferroviaria dove ci sono grossi quantitativi di cavi o altro rame che si può facilmente asportare. Solitamente si rubano cavi inguainati con all'interno centinaia di fili di rame, così come la "treccia" di messa a terra o di continuità delle linee ferroviarie. I furti meno consistenti riguardano grondaie e decorazioni in rame dei cimiteri.
Tutta la refurtiva ha un'unica destinazione, i ricettatori e il mercato nero che è regolato con vere e proprie quotazioni che aumantano di valore nei vari passaggi dai ladri, ai ricettatori e alle fonderie che lo lavorano prima della vendita finale.
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