Confusi e confusionari.
I cittadini si aspettavano dal CdS una presa di posizione chiarificatrice sulla questione del progetto porto. Purtroppo se ne è lavate le mani , e la questione rimane confusa.Durante la seduta del CC che doveva approvare il credito suppletorio, il municipio spiegava che i 4,7 milioni supplementari erano il mezzo per permettere una delibera alle imprese di zona.Alcuni cittadini , non convinti dell’operazione credito supplementare, riuscivano a raccogliere un numero considerevole di firme, tanto da portare il credito stesso al giudizio della popolazione.Il municipio, contrariato dal referendum, affermava poi che il porto si sarebbe costruito anche senza i 4,7 milioni supplementari, decisione esplicitata a più riprese e anche per iscritto alla popolazione.Uno scritto apparso poi sui giornali a firma del presidente PLR gambarognese aggiungeva poi confusione, affermando che senza il credito supplementare il progetto sarebbe caduto.Di conseguenza più nessuno ora è in chiaro cosa succederà dopo la votazione referendista.Saranno sufficienti i 15 milioni iniziali? Il progetto verrà rimaneggiato?Ma l’interrogativo più importante è se il credito iniziale sia decaduto.A domanda precisa il municipio ha risposto che il cantiere è iniziato per cui non ci sono discussioni. E questo sul parere del funzionario di turno a Bellinzona (Si spendono 15 milioni, autorizzati da un funzionario?)Sull’inizio del cantiere la legge edilizia dice chiaramente quali sono i parametri da rispettare per ritenere un cantiere attivo.Ma più grave ancora è che il municipio , su opinione di Bellinzona disattende una decisione del CC, il quale votò il credito con la condizione che fosse utilizzato entro 5 anni. Finora ne sono stati spesi ca 2 milioni. Il resto decade , per cui non bisognerebbe ritornare a far rinnovare il credito? Senza questo passaggio, l’esecutivo va a sostituirsi pesantemente alle decisioni del CC e della popolazione che lo rappresenta.La democrazia è anche questo : la volontà dei cittadini va rispettata. Il popolo in questo caso deciderà e l’impressione è che se il credito supplementare verrà respinto ,significherà che il porto ( o almeno questo porto) non s’ha da fare.Il pasticcio è elevato, nonostante si tenti di banalizzare il tutto. I cittadini si aspettano spiegazioni chiare e convincenti.Arriveranno? Speriamo. L’alternativa, la pensano in diversi, al momento viene solo sussurrata.
La democrazia è intesa solo nel respingimento del referendum. I cittadini sono tutti un pò minchioni, perchè votano di pancia.
RispondiEliminaChi dice che i cittadini votano di pancia è colui che non accetta una vittoria alle urne sancita da un voto democratico. In questo caso mi sa che il minchione sia lei. Ossequi.
Eliminase siete andati o andrete alle riunioni di quartiere avrete sentito o sentirete chi é che tiene il popolo come i minchioni che non sanno scegliere.per questo diciamo .
RispondiElimina«Meglio un popolo che ragiona di pancia, povero ma accorto, che un politico ottuso che non sa ascoltare i consigli. »
Siamo oramai alla canna del gas : il popolo deve solo accettare quello che dicono alcuni, senza se e senza ma.
RispondiEliminaLa verifica popolare porterà a una conclusione univoca: se il referndum verrà accettato, la conseguenza è solo quella di chiudere questo libro senza cercare escamotage, che tanto " lo facciamo lo stesso ".Bisognerà ripartire con un altro progetto ridimensionato nei costi e nel concetto: basta invernaggi e ristoranti di lusso ( lo fanno l'economia privata e lasciamoli lavorare). Se il referendum verrà invece respinto, bisognerà legalizzare il credito necessario e partire a tutta velocità.
Ma dal punto di vista economico, seppur la questione viene banalizzata, nessuno ha saputo ancora aggiornare le informazioni, sia per quanto concerne l'attualizzazione degli interessati ( si era rimasti ai sondaggi di parecchi anni fa) sia alle mutate condizioni di costruzione: i costi lievitano del 30% che conseguenze avranno? Gli affitti, già elevati, aumenteranno ulteriormente? Oppure il famoso autofinanziamento sarà effettivo ben oltre i 6/7 anni ? E nonostante si continui ad ostentare le affermazioni che al comune non costerà nulla l'investimento, chi paga durante il periodo fino al completo autofinanziamento? Verrà creato si, un conto separato, ma ammortamenti e interessi alla fine chi li deve sostenere fintanto che il relativo conto traboccherà di risorse? Sotto qualsiasi forma la si metta, sarà sempre il cittadino , e questo aumentando il famoso debito procapite che già attualmente è elevato, e nonostante questo si continui ad investire lussuosamente.
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