Gambarogno figli di un Dio minore ?
Oggi sono stati pubblicati i nuovi orari della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, e la prima sensazione – purtroppo – non è stata di entusiasmo, ma di amarezza. Ancora una volta il Gambarogno risulta penalizzato, e in particolare San Nazzaro, che perde due partenze e due arrivi rispetto alla stagione precedente. Per non parlare dell'approdo di Ranzo del tutto eliminato
Non si tratta solo di piccoli aggiustamenti tecnici: qui parliamo di un vero e proprio ridimensionamento del servizio per una zona che vive anche grazie alla mobilità sul lago. E ciò che colpisce di più è che i tagli non riguardano solo i collegamenti principali, ma anche le corse verso le isole, già ridotte negli ultimi anni. Ora anche quelle vengono ulteriormente sacrificate.
Un sacrificio difficile da capire
Quello che lascia davvero perplessi è la scelta che sembra stare dietro a questi cambiamenti. Si riducono le corse sul bacino svizzero – quindi quelle utilizzate quotidianamente da residenti, lavoratori e turisti che soggiornano sulla sponda ticinese – per dare spazio a una linea che collega le isole a Cannobio solo due giorni alla settimana.
È una scelta che solleva molte domande. Ha davvero senso cercare di portare turisti la domenica verso Cannobio, sacrificando però l’intero equilibrio dei collegamenti sul lato svizzero del lago? 🤔 Il rischio è evidente: si penalizza chi vive il territorio ogni giorno per privilegiare un servizio limitato e occasionale.
Il Gambarogno sempre più isolato
Il Gambarogno non è una zona marginale del lago. Negli ultimi anni è cresciuto molto dal punto di vista turistico: campeggi, strutture ricettive, famiglie che scelgono questa sponda per la sua tranquillità e la bellezza del paesaggio. Proprio per questo il servizio di navigazione dovrebbe essere rafforzato, non ridotto.
San Nazzaro, in particolare, rappresenta un punto strategico. Tagliare due partenze e due arrivi significa rendere meno comodo spostarsi, meno attrattiva la zona e più difficile per chi soggiorna qui scegliere il battello invece dell’auto. E questo va nella direzione opposta rispetto a ciò che oggi si dovrebbe fare: incentivare la mobilità sostenibile sul lago.
Una scelta che non convince
È difficile trovare una logica che giustifichi questi tagli. Se l’obiettivo è valorizzare il lago e rendere il servizio più attrattivo, la strada non può essere quella di ridurre le corse proprio dove sono più utilizzate. E soprattutto non si può continuare a sacrificare il bacino svizzero ogni volta che si introducono nuove linee o nuovi collegamenti.
Il risultato è una crescente sensazione di frustrazione tra residenti e frequentatori del Gambarogno. Non si chiede un servizio straordinario, ma semplicemente un servizio equo e coerente con l’importanza della zona.
Serve una riflessione seria
Questi nuovi orari dovrebbero aprire una discussione seria sul futuro della navigazione sul Lago Maggiore. Non si tratta solo di numeri o di tabelle: si tratta di mobilità, turismo, qualità della vita e valorizzazione del territorio.
Ridurre le corse a San Nazzaro e verso le isole mentre si introduce una linea limitata verso Cannobio non sembra una strategia lungimirante. Al contrario, rischia di indebolire proprio quella parte di lago che negli ultimi anni ha dimostrato di avere più potenziale.
E a questo punto la domanda è inevitabile: è davvero questa la direzione giusta per il futuro della navigazione sul bacino svizzero?
un nostro lettore
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Evidentemente questa è la conferma che quanto dichiarato nella conferenza stampa di settimana scorsa è tutta fufa allo scopo di illudere le persone. La soluzione è una sola: La navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore , non solo va rivista ,ma riconcepita dalla base. E la base in questo momento è una sola alternativa: un accordo serio con la Navigazione Lago Maggiore gestione italiana, tagliare Ferrazzini &Co, finanziando evidentemente l'ente assuntore , che nonostante nessun finanziamenmto ha sempre svoltro un buon servizio per oltre cinquant'anni. Ci vuole una reazione seria e coordinata tra i diversi comuni e l'ente truristico Lago Maggiore ( visto che poi ne utilizza il nome), andare all'ufficio trasporti e convincere che la soluzione fin'ora praticata non ha dato risultati. E farlo prima che qualche funzionario avvalli la concessione per i 40 anni richiesti da Ferrazzini.
RispondiEliminaChissà se il nostro CdStato tira fuori le palle? Xche è di questo che si tratta. Quindi ritorno alle origine con opportuni paletti atti a garantire il servizio nel nostro bacino. E la conferenza dei Sindaci esiste ancora?.
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