ma i politici dove sono?
Domenica 26 aprile, una giornata splendida ha fatto da cornice a un momento significativo per la comunità di Gambarogno. Alla presenza di Sua Eccellenza Monsignor Alain de Raemy, una quindicina di ragazzi hanno ricevuto il sacramento della Cresima. Un rito di passaggio, un momento di festa per le famiglie e un’occasione speciale per il Comune, onorato dalla visita di un Vescovo – evento che, è bene ricordarlo, non capita certo tutti i giorni.
Eppure, tra i banchi, si notava un’assenza pesante. Una di quelle che fa rumore nel silenzio della navata.
Sentiamo spesso i nostri politici riempirsi la bocca con inviti accorati ai giovani: “Partecipate alla vita pubblica”, “Interessatevi a ciò che accade nel Comune”, “Voi siete il nostro futuro”. Appelli giusti, verrebbe da dire. Ma la coerenza, quella dove è finita?
Riallacciandoci alla cerimonia di domenica, viene spontaneo chiedersi: dove erano i politici locali? E soprattutto, dove erano i membri del Municipio? Se risponde al vero che nessuno dei cinque rappresentanti dell’esecutivo era presente, il dubbio sorge spontaneo e si fa amaro.
Come possiamo pretendere che i ragazzi si sentano parte integrante di una comunità e rispettino le istituzioni, se le istituzioni stesse ignorano i momenti fondamentali della loro crescita? Presenziare a un evento simile non è solo una questione di fede, ma di rispetto e vicinanza territoriale. È un segnale di riconoscimento verso i giovani e verso le Autorità ecclesiastiche che li guidano.
Dimenticare (o snobbare) un appuntamento del genere è un’occasione persa. Molti lo definirebbero un peccato di sufficienza; altri, senza troppi giri di parole, potrebbero considerarla una vera e propria vergogna. Ai posteri – e ai cittadini – l’ardua sentenza. Ma una cosa è certa: la politica non si fa solo con i proclami, si fa soprattutto con la presenza.
I lettori segnalano
L’assenza delle autorità locali a un momento così significativo per la comunità non è una semplice svista, ma un segnale poco edificante. Al di là dell’aspetto religioso, eventi come questo rappresentano occasioni di vicinanza istituzionale e di riconoscimento verso i giovani e le loro famiglie. Continuare a invitarli a partecipare alla vita pubblica, senza poi essere presenti nei momenti che contano, rischia di suonare vuoto. La credibilità delle istituzioni si costruisce anche così: con la presenza, non solo con le parole.
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