MAGADINO – Una serata intensa e partecipata ha accompagnato, nella chiesa parrocchiale di San Carlo, la presentazione del volume 2300 canne. Storia del Festival Internazionale di Musica Organistica di Magadino, firmato da Giuseppe Clericetti. Più che una semplice presentazione editoriale, l’incontro si è trasformato in un omaggio a una delle realtà culturali più longeve e prestigiose del panorama musicale ticinese ed europeo.
Ad aprire la serata è stato il presidente del Festival, che ha diretto con competenza e sensibilità l’incontro alternando interventi e momenti musicali affidati all’organista Peer Van Roomen. Nel suo discorso ha ricordato come il Festival, nato nel 1963 grazie all’intuizione di don Aldo Lanini, sia riuscito negli anni a conquistare un’autorevolezza internazionale fondata sulla qualità artistica, sulla continuità e sulla fedeltà alla propria identità.
Con emozione personale, il presidente ha rievocato anche i suoi ricordi di ragazzo e di chierichetto durante le prime edizioni del Festival, sottolineando come quel semplice gesto di portare sull’altare i cartelli dei programmi fosse già parte di una storia destinata a durare nel tempo. Ha inoltre definito il volume di Clericetti un’opera capace di intrecciare musica, organaria, architettura e vita comunitaria, restituendo profondità culturale a una manifestazione che ha saputo attraversare oltre sessant’anni di storia senza perdere la propria identità.
Particolarmente apprezzato l’intervento del sindaco del Comune di Gambarogno, avv. Gianluigi Della Santa, pronipote di Luigi Favini, uno dei fondatori del Festival. Il sindaco ha sottolineato il valore di una manifestazione che da 63 anni ha saputo varcare ogni confine, rendendo Magadino conosciuto nel mondo musicale internazionale. «La cultura, anche per un comune politico, è aria da respirare, è vita, è valore», ha affermato, ribadendo la volontà del Comune di continuare a sostenere concretamente il Festival e il patrimonio rappresentato dall’organo della chiesa.
Molto significativo anche l’intervento di Anna Ciocca-Rossi, presidente dell’Associazione Ricerche Musicali nella Svizzera italiana e della Società di Musicologia della Svizzera italiana, che ha evidenziato come il lungo percorso del Festival rappresenti uno specchio dei mutamenti sociali, culturali e musicali attraversati dal secondo Novecento fino a oggi.
Cuore della serata è stato naturalmente l’intervento dell’autore Giuseppe Clericetti, che ha accompagnato il pubblico dentro le pagine del libro con uno stile coinvolgente e rigoroso, raccontando la nascita e l’evoluzione del Festival, i grandi interpreti ospitati nel tempo e il valore di una rassegna che ha sempre puntato sulla qualità più che sulla spettacolarizzazione.
Protagonista silenzioso dell’incontro è stato anche l’organo della chiesa di Magadino, con le sue oltre 2300 canne, valorizzato dagli interventi musicali di Peer Van Roomen che hanno creato un continuo dialogo tra parola e musica.
La serata si è conclusa in un clima di forte partecipazione emotiva e con la consapevolezza condivisa di trovarsi davanti a una storia culturale ancora viva, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
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