«Mentre in Italia schierano l'Esercito sulle strade, da noi tutto va a meraviglia...»
Scritto da Redazione
martedì 05 agosto 2008
L'arresto dei due Nem che avevano impiantato in casa un lucroso traffico di cocaina produrrà alcuni risvolti sia d'indagine sia in sede di magistratura ordinaria. Nel frattempo, la collettività dovrà mantenerli. Triste ma non immotivata l'opinione del nostro Roma, al quale non è sfuggito qualche particolare...
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Dunque dunque dunque. Un 22enne nigeriano, una 26enne che si spacciava per francese. Entrambi Nem, "non entrata in materia", il concetto giuridico dovrebbe essere chiaro a tutti noi: stavano qui pur essendo di fatto stati già respinti, ed in via definitiva. Talmente definitiva che, forse per ammazzare il tempo, entrambi si erano dedicati ad una tranquilla attività di importazione o di esportazione, pagamento in contanti e niente ricevuta fiscale, mi pare di poter dire.
A noi, ora che i due sono stati arrestati e che auspicabilmente verranno messi in manette anche altri del loro "giro", toccherà ora il compito di gestirne la permanenza nelle carceri, cioè di pagare per la loro detenzione. I 65'000 franchi trovati sono sicuramente sotto sequestro, e credo che quella sarebbe da considerarsi come la caparra per il soggiorno sino ad avvenuto processo; ci mancherebbe altro che qualcuno riesca a "dimostrare" un'eventuale insussistenza di collegamento tra la somma trovata ed il mezzo chilogrammo di cocaina parimenti individuato...
Dall'ieri all'oggi. In Italia è appena stato dato un nuovo giro di vite contro la criminalità di ogni genere: migliaia di uomini dell'Esercito vengono inviati in queste ore a presidio ed a pattugliamento delle strade e delle piazze, con il compito di garantire sostegno alle forze di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Ebbene, iincomincio ad avere una netta impressione: il Ticino diventerà sempre più meta delle scorribande di quella criminalità che nelle città del nord della Penisola, per parlare dei nostri vicini, farà sempre più fatica ad operare alla luce del sole ed a trovare terreno fertile. A poco a poco, sui nostri quotidiani sarà tutt'un florilegio di interviste ai vari comandanti delle unità svizzere (Guardie di frontiera, Polcantonale, et caetera), e da quelle risposte giungerà sistematicamente il tentativo di farci credere una sola cosa: che tutto è tranquillo, che nulla di allarmante accade... e, naturalmente, verranno fornite statistiche e tabelle dalle quali risulterà curiosamente che il tasso percentuale della criminalità non sarebbe in aumento, ed altro ancora.
Chissà perché, allora, le cittadine ed i cittadini avvertono un sempre più palpabile senso di insicurezza. Ah: se le statistiche dicono il contrario, di sicuro i cittadini ("tutti" i cittadini) si stanno sbagliando...
Ticino tranquillo?? non direi proprio.. e ve lo dice uno che stà al "fronte"....
RispondiEliminaclaudio