Quartino, la moglie dell'uomo in carcere Intervistata dal CdT
-------------------------------------------------------------------------------------
«Un gesto per esasperazione»
_____________________________________
Quartino, la moglie dell'uomo in carcere: «Siamo noi le vittime»
------------------------------------------------------------------------------------------
Sul CdT del 12 gennaio la vittima del grave gesto da parte del vicino di casa che ha tentato di appiccargli il fuoco dopo averlo cosparso di benzina ha dato la sua versione dei fatti. Oggi è la moglie dell'uomo in carcere a parlare
D Si dice che la verità sta nel mezzo, forse proprio per la difficoltà insita nella sua individuazione. Soprattutto quando si è confrontati con situazioni controverse dove ognuno si ritiene nel giusto. Fermo restando che spetta a questo punto alla Magistratura far luce su quanto accaduto lo scorso 8 gennaio a Quartino, quando un 59.enne ha tentato di dar fuoco al suo vicino 35.enne che aveva cosparso di benzina, dopo aver sentito la versione dei fatti fornita dalla vittima (CdT del 12 gennaio) oggi torniamo su questa vicenda riportando «la verità» dell'altra parte coinvolta. A raccontarla è la moglie del 59.enne in carcere, che si è sentita in dovere di puntualizzare alcuni aspetti di quanto appunto riferito dai vicini di casa nell'intervista. Nel frattempo l'inchiesta prosegue e in questi giorni si sono susseguiti in Magistratura (dell'inchiesta si occupa il pp Andrea Pagani) gli interrogatori dei testi-
moni. Il 59.enne, che per intanto rimane in carcere preventivo con l'accusa di tentato omicidio intenzionale, è difeso dall'aw. Brenno Canevascini di Muralto.
Dall'altra parte del muro
Come noto, in questa triste quanto squallida storia sono implicati due vicini di casa, le cui abitazioni sono separate da un muro alto oltre 2 metri, quasi a simboleggiare come le divergenze sorte risultino oramai inappianabili. Al punto tale da aver portato allo sconsiderato gesto di quell'8 gennaio. Da un versante e dall'altro del muro, ovviamente, si rinfacciano colpe e si lanciano accuse, producendo voluminosi incarti per documentare le rappresaglie dell'uno e dell'altro, oggetto di puntuali denunce. Come detto, nell'edizione di martedì abbiamo in tal senso dato spazio al punto di vista della vittima, ora tocca a chi sta dall'altra parte del muro.
MURAGLIA Divide le abitazioni ma non l'odio reciproco, (foto cdT)
Siamo nel mirino
«Se ho deciso di chiedere un'intervista nonostante ci sia ancora un'inchiesta in corso - spiega la moglie del 59.enne in carcere - è perché voglio che già sin d'ora tutti sappiano di come da circa 3 anni siamo nel mirino del nostro vicino e della sua compagna. Tutto è nato al momento in cui mio marito era intervenuto in difesa di quella che allora era la compagna del vicino, una mattina che
la stava maltrattando. Da allora sono state orchestrate nei nostri confronti tutte le rappresaglie e angherie possibili per crearci dei problemi e farci del male. Sono tutte documentate in 3 voluminosi raccoglitori (che abbiamo potuto vedere, n.d.r.) che contengono anche le regolari denunce sporte alla Magistratura e che sono oltre una trentina in questi tre anni nei quali si sono susseguiti atti e azioni ai nostri danni».
Denunce sepolte nei cassetti
«Ma a cosa serve sporgere delle regolari denunce - prosegue la nostra interlocutrice - se poi la Magistratura non fa nulla, non muove un dito in aiuto del cittadino che, bene o male, mette a fuoco un problema, chiede aiuto affinchè i suoi diritti vengano tutelati e fatti rispettare. Devo dire che in tutti questi anni, al di là di un qualche verbale di polizia, nessuno ha considerato le nostre querele. Anche per questo adesso non ho più una gran fiducia nella giustìzia. Siamo stati lasciati soli, abbandonati in una situazione che si faceva di volta in volta sempre più grave, preoccupante e pesante».
«Nessuna premeditazione»
«E proprio in questa situazionein cui non ci si sente tutelati, incui si vede che i tuoi diritti, la tuadignità vengono calpestati in ogni momento senza che vi sia chi provvede a mettere un freno a tutto ciò possono, secondo me, innescarsi meccanismi tali da portare anche ad agire come ha fatto mio marito. Un uomo di salute molto cagionevole, anche quel giorno provocato con frasi pesanti e irrispettose. Un uomo che aveva sua moglie finita al Prontosoccorso per i colpi ricevuti poche ore prima dal vicino di casa,un uomo che a quel punto credo doveva essere esasperato e che ha per tanto agito come ha fatto.Non voglio certo dire che il gesto compiuto non sia grave, anzi. Voglio però far capire che è stato dettato da una situazione di massima esasperazione e non certo frutto di una cinica premeditazione. Non ne poteva proprio più e quanto accaduto credo ne sia la più che evidente dimostrazione. Forse, se qualcuno ci avesse ascoltati, se chi deve tutelare l'ordine avesse agito quando giungevano le puntuali segnalazioni,oggi non ci ritroveremmo in questa situazione». l.c.
E....mah ...... è difficile , ma forse un po' di ragione la puo' avere anche il " benzinaio "........
RispondiEliminaNon si puo' sempre basarsi sull detto " il tempo miete consigli.. anche positivi".
Anche i Signori che sono autorizzati ad intervenire ,in questi casi , e che sono al corrente del problema ,non devono aspettare che esploda il dramma .....
Erba non ha insegnato nulla
RispondiEliminapenso che se fosse vero che il
RispondiElimina35enne ha picchiato la donna dovrebbe stare al fresco anche lui.