
«A Giubiasco niente pattume italiano»
Il Dipartimento del territorio rassicura; Verdi preoccupati, chiedono chiarezza
L'inceneritore di Giubiasco (foto Tipress)
L’eventualità di importare rifiuti dall’Italia per smaltirli nell’inceneritore di Giubiasco sta sollevando non poche polemiche in Ticino. La notizia, anticipata dal Corriere del Ticino, ha mandato su tutte le furie i Verdi e irritato il Dipartimento del Territorio che, in un comunicato smentisce di aver dato la propria disponibilità ad importare pattume da oltre confine. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano, il Cantone e l’ex Comunità montana delle Alpi Lepontine avrebbero intavolato discussioni per importare rifiuti solidi urbani da smaltire nel nuovo inceneritore ticinese. Un’iniziativa, questa, che si sarebbe arenata alla fine dell’estate scorsa, in seguito al cambiamento di amministrazione dell’ex Comunità montana. Un accordo, che si scontra con l’iniziativa parlamentare inoltrata il 28 gennaio 2008 da Sergio Savoia, e sottoscritta da altri otto deputati, che chiede una modifica della legge istituente l’Azienda cantonale dei rifiuti; il mandato dell’ACR verrebbe limitato allo smaltimento dei rifiuti urbani non riciclabili dell’intero cantone ed eventualmente, mediante convenzione, di “quelli provenienti dalla svizzera”.TSI
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