Il municipale Bruno Storni alla consegna del riconoscimento svizzero
Risparmiare energia risanando la rete idrica. È l’uovo di Colombo; un progetto realizzato dall’azienda dell’acqua potabile di Gordola che sta facendo scuola. Dopo l’assegnazione alla medesima azienda del premio Watt d’Or 2010 lo scorso 7 gennaio, l’idea gordolese è stata più volte citata: la radio svizzera romanda l’ha presentata nei giorni scorsi nell’ambito della rubrica Biosphère; durante la seduta del Consiglio comunale di Locarno, lunedì scorso, c’è chi ha invitato il Municipio a valutare se sia il caso di percorrere la stessa strada (l’Esecutivo ha però affermato che per ora non sembra necessario).
Per capire come si può risparmiare energia chiudendo le falle della rete dell’acqua abbiamo interpellato il municipale Bruno Storni di Gordola, presidente dell’Aap (Azienda acqua potabile). «Nell’acqua c’è energia, e risparmiare acqua equivale a risparmiare energia. Un concetto poco conosciuto, che abbiamo “scoperto” ed evidenziato lavorando al risanamento dell’Aap comunale. Concetto che abbiamo usato per sensibilizzare i consumatori all’uso parsimonioso dell’acqua potabile. L’acqua è un elemento di prima necessità che da noi sembrava essere abbondante e ottenibile senza grandi sforzi. Sapevamo che non è così dappertutto e l’abbiamo vissuto nel periodo di siccità 2003-2006. I consumi non possono continuare a crescere all’infinito. Meno piove più aumentano i consumi; meno acqua è disponibile, più le sorgenti si inaridiscono e la falda s’abbassa».
Concretamente, dove sta l’energia nell’acqua potabile?
«L’acqua che arriva nelle nostre case e ritorna nei fiumi o laghi dopo la depurazione richiede energia tre volte. Dapprima se dobbiamo pomparla dalla falda o trattarla per potabilizzarla, per la produzione e distribuzione. Poi c’è quella parte che consumiamo calda che richiede energia elettrica, fossile o solare per scaldarla. Finalmente quando l’acqua consumata entra nelle canalizzazioni ci vuole altra energia per pomparla e per i trattamenti negli impianti di depurazione che sono grandi consumatori di energia elettrica. Il grosso dell’energia è però quello necessario per scaldare i circa 60 litri che consumiamo calda per persona al giorno».
Quali motivi hanno spinto l’Aap di Gordola verso il risparmio d’acqua?
«A Gordola negli ultimi anni abbiamo sviluppato un concetto alternativo a un megaprogetto da 15 milioni che era sul tavolo del Municipio per affrontare la carenza d’acqua che colpiva regolarmente il comune già dall’inizio anni 90. Un investimento pesante da finanziare. Nel ‘99, analizzando il problema e studiando il bilancio idrico della rete, avevo calcolato che mancava acqua e che potevano esserci importanti perdite nella rete di distribuzione. Non mi si diede retta, anzi si disse che l’acquedotto era in ottimo stato. Poi grazie ad una consulenza dell’Istituto di ricerca sull’acqua del Politecnico, l’Eawag, abbiamo dimostrato l’esistenza delle perdite e sviluppato un metodo per cercarle. Così il primo importante passo per il risanamento economico dell’acquedotto fu la ricerca e l’eliminazione delle perdite che permise di raddrizzare la situazione e garantire acqua già nel 2003 il primo anno di siccità. Poi attraverso la promozione all’uso parsimonioso e la gestione della domanda abbiamo stabilizzato i consumi annui, mentre i consumi di punta giornalieri sono ora nettamente inferiori a quelli di 20 anni fa malgrado un aumento di circa 900 abitanti. Dal punto di vista energetico solo l’eliminazione delle perdite della rete ha permesso di risparmiare circa 120mila kWh all’anno di energia, altrimenti necessaria se si dovesse pompare in rete quest’acqua persa».
Quello delle perdite è un grosso problema di molti acquedotti. «Sulla base del nostro risultato l’Ufficio federale dell’energia ha calcolato che se si dimezzassero le perdite degli acquedotti svizzeri si risparmierebbe l’energia elettrica prodotta da tutti gli impianti eolici attualmente in esercizio in tutto il Paese».
Storni prosegue, perorando la causa del risparmio dell’oro blu: «L’altro fondamentale elemento del nostro concetto è la sensibilizzazione all’uso parsimonioso, realizzato con una serie di informazioni diffuse alla popolazione. Sebbene non misurabile con precisione, la sensibilizzazione ha contribuito a limitare i consumi. Abbiamo così potuto cestinare il megaprogetto da 15 milioni che proiettava usi e malcostumi, come le perdite del passato nel futuro e iniziare ad ammodernare e risanare in modo innovativo e molto più economico l’acquedotto».
Il risparmio d’acqua potabile nelle economie domestiche che impatto energetico ha?
«Chiaramente, come per la riduzione delle perdite della rete, ogni metro cubo non consumato non richiede energia per la produzione, ma come detto la fetta più importante è quella necessaria per riscaldare; ad esempio un risparmio di 5 litri di acqua calda al giorno per abitante produce a livello svizzero un risparmio di energia attorno agli 825 GWh pari a 3-4 volte quanto produce l’impianto idroelettrico della Verzasca. Per i consumatori di Gordola che direttamente hanno contribuito a ridurre i consumi di acqua, un risparmio energetico ed economico plurimo. Minor costi sulla fattura dell’Aap, della nafta, gas o elettricità usati per riscaldare l’acqua, e finalmente per la depurazione. Per l’Aap anche un risparmio per minor investimenti per 10-15 milioni di franchi, che a sua volta ha procurato notevoli risparmi economici agli utenti». Per la giuria del Watt d’Or un progetto innovativo, coraggioso e virtuoso giudicato tra i migliori in assoluto finora premiati. Con l’auspicio che altri enti pubblici intraprendano la stessa strada
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