Treni e altro sul corridoio 24 Genova-Rotterdam
Un breve riassunto degli argomenti di maggior interesse:
la precisazione del Presidente di Hupac in merito alle priorità di intervento sulle linee: Secondo Hupac, l‘adeguamento della linea Bellinzona-Luino-Novara che gestisce l‘80% del traffico intermodale via Gottardo e serve i grandi terminali a ovest di Milano, va eseguito entro il 2020 e richiede lavori di modesta entità che in parte erano già programmati. Più impegnativo é il potenziamento della direttrice via Chiasso che necessita la costruzione della Gronda Est Seregno-Bergamo per bypassare il nodo di Milano e pertanto potrà essere realizzato soltanto dopo il 2030. „Chiariamo un equivoco: é necessario il potenziamento di entrambe le linee. La linea di Luino é più urgente, mentre la linea di Chiasso é più importante perché dovrà gestire i grandi volumi del futuro“, conclude Bertschi, e avverte: „Non cadiamo nell’errore di concentrarci sulle grandi opere del domani e di dimenticare le necessità di oggi.“
la posizione del consigliere nazionale Regazzi: “Il traffico merci merita la nostra attenzione. In tal senso, è compito della politica indirizzare le strategie di sviluppo infrastrutturale delle Ferrovie Federali Svizzere e vigilare sulla loro attuazione”, conclude Regazzi. “Bisogna puntare su investimenti in infrastrutture che aumentano la produttività del trasporto merci ferroviario, piuttosto che in sussidi che non incentivano il miglioramento produttivo delle catene logistiche integrate”.l'Assessore della Regione Lombardia Cattaneo: "L’intermodalità è una scelta precisa, adottata oltre vent’anni fa, che ha portato a risultati concreti. I terminali di Segrate, Busto Arsizio, Gallarate, Mortara e Sacconago sono nati grazie ad un significativo contributo da parte della Regione Lombardia. Ma non basta. Se si considera che su 400 milioni di tonnellate trasportate ogni anno in Lombardia soltanto 24 passano su rotaia, risulta evidente che dobbiamo cogliere la sfida innanzitutto in termini di ulteriore sviluppo della rete infrastrutturale”. “La strategia terminalistica condivisa tra Gruppo FSI, Cemat e Hupac rappresenta un’importante novità. La Regione Lombardia farà la sua parte per far decollare i progetti”, assicura Cattaneo. Ma non vanno dimenticati i terminali esistenti, concentrati a grappolo allo sbocco delle linee transalpine (Sempione e Luino) tra la Lombardia e il Piemonte. “Sono un fattore economico importante sia per la competitività dell’export italiano che in termini occupazionali nel settore della logistica. Le linee esistenti non saranno abbandonate ma rese più performanti attraverso piccoli interventi di adeguamento".
L'intervento dell'AD del Gruppo FSI Moretti, molto atteso perché la risposta dell'Italia in termini di infrastruttura è determinante per ottenere il massimo risultato dagli investimenti svizzeri sulle linee Alptransit: “Alptransit è un’opportunità per rilanciare il trasporto ferroviario merci, che oggi opera in condizioni di estrema difficoltà a causa della scarsa competitività di sistema”, ha detto. "Oggi anche nel settore ferroviario è sempre più necessario applicare una logica imprenditoriale orientata al risultato, abbandonando l’approccio assistenzialistico che per lunghi anni ha caratterizzato la scena ferroviaria europea". Per quanto riguarda l’appuntamento di Alptransit, il Gruppo FSI si dichiara pronto. “Per rispondere efficacemente all’aumento di traffico previsto entro il 2030, potenzieremo la linea di Chiasso con soluzioni tecnologiche capaci di aumentarne la capacità. Successivamente procederemo alla costruzione della Gronda est. Daremo inoltre il via allo sviluppo di infrastrutture e attività terminalistiche a est di Milano in modo da garantire sufficienti capacità.” I progetti ad oggi individuati e sostenuti dal Gruppo FSI e da Hupac, prevedono la costruzione o il potenziamento di impianti terminalistici nelle aree di Milano, Brescia e Piacenza. Italia e Svizzera sono parti integranti dello stesso corridoio e pertanto i passi devono essere compiuti assieme, ha evidenziato Moretti. “Prendiamo atto delle priorità espresse riguardanti il corridoio dei quattro metri. Noi siamo disponibili ad un confronto sui tempi e sugli interventi necessari, avendo sempre presente la priorità per gli itinerari a elevata capacità”.
Tre commenti: 1) Senza nulla togliere al ruolo dell'Assessore Cattaneo, l'assenza di referenti dello Stato Italiano è un segnale del perdurante scarso interesse dell'Italia nei confronti della Ferrovia. 2) La precisazione finale di Moretti sulle priorità lascia aperte molte interpretazioni e dubbi sulla effettiva intenzione di FSI di puntare realmente ad un vero sviluppo del traffico delle merci. 3) Proprio per questo è necessario che lo Stato riprenda in mano la politica dei trasporti per indirizzare verso una maggior attenzione al trasporto merci le strategie di sviluppo infrastrutturale delle Ferrovie e vigilare sulla loro attuazione, come ha detto il rappresentante svizzero.
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