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lunedì 7 novembre 2016

Una mozione per spostare il futuro porto


Una mozione basata sulle difficoltà incontrate finora nella realizzazione



Diversi gli ostacoli che il futuro Porto del Gambarogno sta incontrando sul suo cammino. Dalle difficoltà tecniche dovute alla riva scoscesa al Sass di Sciatt (risolvibili con la costruzione di un falso fondale), alle questione finanziaria (con i costi che rischiano di salire). Senza dimenticare i ricorsi contro l’assegnazione
di appalti milionari a ditte italiane. Sul tema interviene il gruppo “Per Gambarogno” con una mozione di Cleto Ferrari (primo firmatario) e Giovanni Pampuri. Ferrari ricorda che nel 2013 il Consiglio comunale aveva concesso un credito di 14,4 milioni di franchi per la costruzione. Recentemente, dai comunicati del Municipio, “appare evidente che il luogo scelto tanti anni fa per il porto sia uno dei peggiori possibili e comporta una serie di difficoltà che mettono in dubbio la realizzazione di una struttura con un rapporto costo-benefici accettabile nel tempo e con un ampio grado di sicurezza dell’infrastruttura”. Il Municipio, riconosce il mozionante, sta facendo di tutto per rimanere nel credito votato. “Le condizioni quadro in cui il Municipio è chiamato a deliberare non sono ideali e la complessità dell’opera e le condizioni avverse da risolvere lasciano il dubbio che talune decisioni potrebbero essere sottovalutate, affrettate e senza un’adeguata valutazione delle conseguenze nel tempo”, segnala Ferrari. E ancora: “In una situazione operativa del genere potrebbe essere utile fare una pausa riflessiva e coinvolgere maggiormente il Consiglio comunale nelle decisioni da prendere. Votando il credito di costruzione, non penso che il legislativo abbia dato carta bianca al Municipio per contenere al massimo i costi e per procedere a una realizzazione del porto con ditte estere”. “Per Gambarogno” è dell’idea che occorrano ulteriori accertamenti “prima di procedere con nuove delibere o ritrovarci con sorpassi di spesa eccessivi o con una struttura con un grado di sicurezza e un grado di economicità inadeguate”. La mozione chiede quindi che l’esecutivo riporti un messaggio ai consiglieri per chiarire alcuni punti: dalle difficoltà che comporta il luogo in cui il porto deve essere realizzato al preventivo di spesa, passando per i costi ipotizzabili per “realizzare un porto simile a questo in un’ubicazione come la riva tra Alabardia e Vira con un fondale molto meno profondo di quello scelto a San Nazzaro, con una riva e relativa strada a livello lago e senza gli effetti dei venti diretti e incrociati dell’Inverna e della Verzasca/Maggia”. Tra le richieste, anche dettagli sulle future spese di manutenzione, sulla possibilità di usare gli inerti della seconda galleria del Gottardo e sui tempi pianificatori necessari “per arrivare in fase esecutiva di un nuovo porto nella zona tra Alabardia e Vira considerato che sarà necessaria una lieve modifica della scheda di Piano Direttore P7”.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

bravo Cleto

Anonimo ha detto...

L'è ora

Anonimo ha detto...

Spostarlo? Sarebbe più intelligente non costruirlo del tutto e impiegare i soldi destinati al porto per edificare appartamenti a bassa pigione.

Anonimo ha detto...

Il porto ci vuole, lo hanno detto a Bellinzona!

Anonimo ha detto...


Qualcuno non ragiona, primo progetto secondo progetto terzo progetto, chi guadagna, sono solo gli studi di ...........e poi il prezzo del porto continua a SALIRE la scusa del falso fondale non regge lo si sapeva, si può' fare il porto galleggiante senza costruzione edilizia !.