venerdì 10 febbraio 2017

Condannati per frode fiscale in Italia, costruiranno il nuovo porto

Da TIO
 Ombre sul Consorzio Betoncablo Castiglioni di Busto Arsizio, aggiudicatosi il mandato per le opere frangiflutti. L’autorità: «Hanno scontato la loro pena. L’appalto non va ridiscusso» 

 GAMBAROGNO – Ancora dubbi sui lavori di costruzione per il nuovo porto regionale del Gambarogno. Non bastavano le polemiche legate all’annullamento del primo bando di concorso da parte del Municipio. Ora spunta un’altra “novità”. Il Consorzio Betoncablo Castiglioni di Busto Arsizio (Varese), che si è portato a casa l’appalto,
sarebbe legato a due imprenditori condannati nel 2016 per frode fiscale in Italia. Avevano l'offerta più alta – È l’estate del 2015, quando il Comune di Gambarogno lancia il concorso per le opere frangiflutti del porto. Presentano l’offerta cinque aziende: due italiane e tre ticinesi. Quella della Betoncablo-Castiglioni risulta essere la più alta. Supera i 7 milioni e mezzo di franchi. Mentre il minor offerente ticinese avanza un’offerta di poco inferiore ai 5 milioni. Dietrofront – Il Municipio a un certo punto ritratta. Bisogna abbattere i costi. E allora si rifà il concorso, ridimensionando il progetto, seppure soltanto del 10% circa (dati scaturiti sulla base del nuovo preventivo del committente). Apertura: aprile 2016, ma stavolta i concorrenti sono a conoscenza del limite massimo di spesa del Comune. La Betoncablo si aggiudica il mandato, dimezzando addirittura l’offerta. Si passa a un’offerta di 3,9 milioni, contro un preventivo del committente di 3,6 milioni. Le ditte ticinesi in lizza restano con un pugno di mosche. GAMBAROGNO – Ancora dubbi sui lavori di costruzione per il nuovo porto regionale del Gambarogno. Non bastavano le polemiche legate all’annullamento del primo bando di concorso da parte del Municipio. Ora spunta un’altra “novità”. Il Consorzio Betoncablo Castiglioni di Busto Arsizio (Varese), che si è portato a casa l’appalto, sarebbe legato a due imprenditori condannati nel 2016 per frode fiscale in Italia. Avevano l'offerta più alta – È l’estate del 2015, quando il Comune di Gambarogno lancia il concorso per le opere frangiflutti del porto. Presentano l’offerta cinque aziende: due italiane e tre ticinesi. Quella della Betoncablo-Castiglioni risulta essere la più alta. Supera i 7 milioni e mezzo di franchi. Mentre il minor offerente ticinese avanza un’offerta di poco inferiore ai 5 milioni. Dietrofront – Il Municipio a un certo punto ritratta. Bisogna abbattere i costi. E allora si rifà il concorso, ridimensionando il progetto, seppure soltanto del 10% circa (dati scaturiti sulla base del nuovo preventivo del committente). Apertura: aprile 2016, ma stavolta i concorrenti sono a conoscenza del limite massimo di spesa del Comune. La Betoncablo si aggiudica il mandato, dimezzando addirittura l’offerta. Si passa a un’offerta di 3,9 milioni, contro un preventivo del committente di 3,6 milioni. Le ditte ticinesi in lizza restano con un pugno di mosche.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Bene che vergogna il lago e grande per buttare i soldi ..... !

Anonimo ha detto...

Autorità trvolte dallo scandalo.ne parlano in tutta la Svizzera. bella propaganda e refernza anche per i nostri ospiti.
Ma il municipio saprà finalmente , non solo arrampicare per giustificare, ma mettere la parola fine a questo tipo di progetto oramai travolto da ritardi, sorpassi e scandali vari?

Anonimo ha detto...

Indipendentemente se dal punto di vista legale, l'aggiudicazione possa oppure no avvenire ad una azienda sotto processo, come mai il municipio non è al corrente di questa situazione?
Quale è il motivo per il quale le informazioni non passano, oppure non vengono prese in consierazione?
Non ha senso definire dilettantesca la gestione di questo progetto: il guaio stà nel manico. portare in avanti un progetto ,con la sola riserva di rimanere al di sotto di una certa spesa, è come mettere il carretto che trascina l'asino al cavallo e poi sperare che lo tratti come tale e non come un calesse.
È ancora il tempo di rivedere tale progetto oppure è giunto il momento di voltare pagina, costi quel che costi, e pensare a qualcosa di più semplice?

Anonimo ha detto...

ma dove sono quelli che si riempiono la bocca di slogan,Prima i nostri basta ai frontalieri.
Qui qui ci stanno anche i cari leghisti gambarognesi .

Anonimo ha detto...

Non si sa se ridere o piangere

Quando un qualsiasi cittadino , partecipa ad un concorso comunale ,cantonale , o federale deve presentare una fedina penale , e se questa non è” immacolata “viene giustamente scartato .
In questo caso invece si vuole giocare , sul non so , o ero assente , non si sapeva…….e tutto è stato fatto andare come se fosse regolare. E magari dare colpe, come spesso si usa da noi ,al funzionamento o meno di certe istituzioni Italiane ( informazioni).
Indipendente dal volerlo o no il famoso Porto al Sass di Sciat , prima di assegnare l’appalto ,a offerte fortemente al di sotto di quelle Svizzere , non si pensato di indagare sulla solvibilità delleDitte partecipanti ? anche al di qua del confine .
Se cosi è Signori , questo comportamento non fa che alimentari dei dubbi ………

Molti Gambarognesi ne hanno piene le scatole di questo porto , che come detto da molti cittadini e autorevoli persone non della regione , attualmente è ben difficile che funzioni .
E se a pochi metri dal confine e precisamente a Zenna (Italia) realizzano il loro porto , che è in fase di progettazione ,sarà dura al Sass di Sciatt. Ed il Flop sarà quasi sicuro

Cari politici e progettisti del Gambarogno , fermetevi…….aspettate tempi migliori , ora non è il momento , pensateci….coraggio. Rinviate la festa ….e poi non si usa piu’mettere targhe di riconoscimento o fare monumenti .

Lucifero

Il Passero di Vira ha detto...

Caro Lucifero i progettisti sono incentivati dai nostri prodi politici e retribuiti lautamente. Se fossi uno di loro farei anch'io cosi'. E' la logica del mercato.
Vorrei sapere, visto che sono i nostri soldini che se ne vanno, quanto è stato speso, a tutt'oggi in progetti, tra le altre cose senza garanzie di "tenuta del porto" e non mi dilungo.
Signori politici cercate di indovinarne almeno una.
Purtroppo chi vive sperando .........

buona serata


Il Passero di Vira

Anonimo ha detto...

Nel Gambarogno si dà lavoro sempre al solito progettista. Gli altri (e ce ne sono!) contano come il due di picche!