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lunedì 3 aprile 2017

BIKE SHARING: Quando il Gambarogno arrivava fino a Dirinella....

Il progetto del nostro Comune, nel dettaglio

Per il Comune di Gambarogno il progetto prevede le seguenti postazioni: - Stazione FFS, Cadenazzo 4 ebike - Scuole, Contone 4 ebike - Centro Profi, Contone 4 ebike - Zona industriale Luserte, Quartino 4 ebike - Scuole, Cadepezzo 4 ebike - Paese, Quartino 4 ebike - Stazione FFS, Quartino 4 ebike - Centro Sportivo Gambarogno, Magadino solo postazione Crediamo così di rispondere alle esigenze di un numero sufficiente di postazioni atte a rendere efficace la rete nel suo insieme, tenendo conto gli aspetti di sostenibilità finanziaria. Il numero di 24 biciclette consentirà ai nostri cittadini e ospiti di accedere a questo sistema di mobilità sostenibile, che permetterà di muoversi sul territorio con più facilità e a beneficio sia della propria salute sia della mobilità comunale e regionale.  leggi il messaggio


Locarno una voce fuori dal coro

«Non sono di principio contrario al Bike Sharing a Locarno, ma sono fortemente contrario al Bike Sharing proposto (dalla Città, ndr), prevalentemente a carico del contribuente, semplicemente perché non lo ritengo un compito del Comune e per la sua totale mancanza di proporzionalità costi/benefici». È la conclusione cui giunge Gianbeato Vetterli (PLR) nel rapporto di minoranza della Commissione della gestione sul messaggio municipale contenente la richiesta di un credito di 420.000 franchi per l’estensione e l’ampliamento della rete di Bike Sharing cittadina.
Contrariamente agli altri dieci commissari, che hanno sottoscritto il rapporto di maggioranza a sostegno della richiesta dell’Esecutivo, Vetterli invita dunque i consiglieri comunali a «respingere in toto la proposta e a sollecitare il Municipio a investire i soldi non spesi nel potenziamento della rete di ciclopiste, dando priorità ai tratti e ai nodi più trafficati, molto critici per la sicurezza di tutta la mobilità lenta».
Due le motivazioni principali che spingono Vetterli a prendere posizione contro il citato messaggio municipale. La prima, ampiamente delineata nel rapporto, risiede nella convinzione della necessità di un profonda revisione dei compiti dello Stato «divenuto negli anni oppressivo, spendaccione e, di conseguenza, sempre più avido, con l’imposizione di nuove leggi e ordinanze, con l’assunzione di sempre più compiti che non sono i suoi e che, se utili e necessari, potrebbero benissimo essere svolti da privati, a costi più contenuti per la comunità». Tra questi, per Vetterli, vi è proprio il Bike Sharing. «Compito dello Stato - scrive - sarebbe costruire e mettere a disposizione dei cittadini le infrastrutture, ma non i mezzi per utilizzarle».
La seconda ragione per la quale il commissario PLR chiede di respingere il messaggio municipale è rappresentata dai costi, «non solo quelli per l’introduzione o l’ampliamento del servizio ma anche quelli susseguenti di gestione annua, totalmente avulsi da un minimo di proporzionalità rispetto ai benefici che il progetto dovrebbe apportare per una, comunque solo presunta, migliore vivibilità della città».


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