giovedì 6 aprile 2017

Perché è riduttivo chiamarla "tassa sul sacco"?


Il movimento Per Gambarogno e alcuni cittadini hanno ritenuto corretto promuovere questo referendum per evitare un altro aumento del costo della vita. Il Comune, lo Stato, i vari Consorzi e Aziende statali, al posto di aumentare le tasse si ritiene che dovrebbero cercare soluzioni innovative per risparmiare e ridurre i costi, come devono fare i privati. Il costo della vita in Ticino è troppo elevato e l’Ente Pubblico negli ultimi anni si dimostra di fatto insofferente al problema. I cittadini oltre a pagare le imposte, devono versare tasse e assumersi oneri per servizi già forniti.

Nel dettaglio, con la modifica di Regolamento, il Comune propone di finanziare il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti tramite una tassa base, una tassa sul sacco e una parte con imposte. La percentuale di imposte utilizzate per coprire i costi generati dal servizio rifiuti sarà inferiore e verrà rimpiazzata da un aumento di tasse. Per i cittadini ciò significa che a parità di servizio o per un servizio che già esiste, verseranno le stesse imposte e in aggiunta tasse.
Avranno una maggiore spesa!
Se non fosse stato lanciato il referendum, il dato ufficiale che figura nel preventivo 2017, concernente il maggior incasso per il Comune per la tassa d’utenza rifiuti, sarebbe di centonovantamila franchi. Se dovesse venir accolta la modifica cantonale su cui si vota, non sarà più possibile coprire con il gettito delle imposte i costi del servizio rifiuti. Il rincaro annuo sarebbe ancora più elevato. Per scongiurare l’aumento di tasse bisogna essere coscienti che non è sufficiente opporsi al Regolamento comunale. Bisogna opporsi anche alla modifica della Legge cantonale.
Il Comune per giustificare l’aumento di tasse si affida a principi molto emozionali e poco quantificabili, del tipo: «chi più inquina paga», «maggiore ecologia», «maggiore riciclaggio», «troppi abusi», «chi sarà virtuoso pagherà di meno». Di fatto cambierà poco o niente nella sostanza del servizio rifiuti offerto dal Comune, ma lo si pagherà di più.
Lo sforzo ambientale profuso dai nostri cittadini è già elevato. Con i soldi dei contribuenti è stato costruito un inceneritore all’avanguardia. Con i soldi dei cittadini sono stati costruiti innumerevoli ecocentri. Ai singoli cittadini e alle famiglie si chiede di separare i rifiuti. Il tasso di riciclaggio è buono, visto che siamo una regione turistica. Il riciclaggio è fatto con i soldi e il tempo dei cittadini.
Sulla questione legalità di fatto in Svizzera un Cantone non fa pagare la tassa sul sacco, altre città hanno tasse sul sacco più basse di quelle che si vorrebbero da noi. La copertura tramite imposte di una parte del costo del servizio rifiuti è legale ma nel nostro Cantone la si vuole vietare.
Esistono soluzioni anche diverse. Il riciclaggio potrebbe essere svolto in altro modo. In certi paesi ad esempio il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani è un servizio organizzato in modo centralizzato ed efficiente, genera lavoro, scarica le famiglie e i singoli da oneri e problemi di spazio e igiene, non crea ulteriori svariati tipi di trasporti e non toglie territorio per edificare ecocentri, definiti da taluni anche come “ecomostri”.
Il Regolamento rifiuti è carente sul principio di equità di trattamento nell’imposizione della tassa base; dà poca attenzione al carattere turistico della regione; le modalità di raccolta degli scarti vegetali e degli ingombranti sono migliorabili. Preoccupa la mancanza di trasparenza e di possibilità di confronto sull’ammontare dei prezzi praticati dalle ditte di raccolta, trasporto e riciclaggio.
Per concludere i cittadini attualmente hanno un buon livello di riciclaggio. Una tassa sul sacco elevata non è sicuro che comporti altrettanti vantaggi ambientali. Se si volesse una tassa sul sacco, solo un prezzo del sacco più moderato terrebbe in considerazione il carattere turistico della nostra regione. Siamo contrari al fatto che l’Ente Pubblico aumenti il costo della vita nel nostro Cantone e Comune al posto di ricercare nuove soluzioni. Questo dannoso atteggiamento va riorientato!


Cleto Ferrari, Consigliere comunale a Gambarogno

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