giovedì 18 maggio 2017

Asterix, Obelix e i rifiuti

Asterix, Obelix e i rifiuti

Sembrerebbe che questo week end andremo a votare sulla tassa sul sacco e una volta tanto a mettere in riga anche il villaggio Gallico sulle rive del Ceresio. Così ci è stata comunicata la nuova regolamentazione cantonale sui rifiuti.
Il Ticino di nuovo spaccato. I bravi che hanno il sacco e gli altri.
Ma non è proprio così. Il sottoscritto non ha la tassa sul sacco ma giornali, vetro, pet, ingombranti, verde sicuramente li ricicla come si fa un po’ in tutto il Ticino. Non è un caso se in ambito riciclaggio rientriamo nella media nazionale. E poi se scappa un qualche pezzo di metallo per privilegiare il convivio attorno al tavolo, niente di grave. Con il vaglio delle ceneri prodotte nell’impianto di Giubiasco, vengono poi recuperati tutti i metalli.

Non è nemmeno tutto il Ticino contro Lugano, definito il villaggio Gallico. No in quanto è ben la metà del Ticino a non avere ancora la tassa sul sacco.
Ma l’esempio dei Galli, gli episodi geniali e umoristici di Asterix e Obelix creati dalla copia Goscinny-Uderzo, calza a pennello. Il fumetto, se mi ricordo bene 34 episodi, riportava con immenso humour le avventure dei nostri due protagonisti del villaggio gallico. Gente ancora semplice con tanti difetti caratteriali, rissosi, irascibili, vanitosi ma anche festaioli e mangioni, romantici e pronti ad aiutare il prossimo e a commuoversi. Difetti alla fin dei conti ancora molto sani. Non sopportavano i soprusi del governo centrale, dell’imperatore con cui sorgevano regolari “scaramucce”. E nell’impero romano li covavano difetti meno sani. La sete di potere e controllo, l’avidità, l’ingordigia, l’egoismo, la zizzania, la burocrazia del goffo mastodontico impero. Vertici dell’impero di solito lontani, insofferenti alla realtà del paese in quanto distratti dai troppi vizi di privilegiati.
Ma per tornare al nostro piccolo Ticino e al tema principale dei rifiuti, e si dobbiamo dirlo, in questa regolamentazione che dovremo votare, li dentro troviamo parecchio di questo grande Impero Romano, lontano ed insofferente dei problemi quotidiani della sua gente. L’ingordigia, l’avidità della grossa macchina a voler fare cassetta anche sui rifiuti nel momento sbagliato. Un’organizzazione insensata quasi imbecille con un prezzo uguale ma tanti sacchi di colore diverso da mettere in luoghi diversi. Un’organizzazione dove i capi si sono spalmati le responsabilità in modo che alla fine non ne avranno continuando il loro quieto vivere e lasciando così spazio ai roditori, ai ratti.
Ma è anche vero che gli episodi di Asterix e Obelix terminavano in una grande festa tutti uniti attorno ad un grande fuoco. I nostri protagonisti erano incuranti di quanto succedeva nelle loro vicinanze e dei difetti grossolani dell’impero. Erano soddisfatti della loro giornata, della loro avventura e si ritrovavano al tavolo con il bardo stonato legato all’albero, nessuno che ascoltava il loro capo tartassato dalla moglie, tanti cinghiali, e nessuno che rinunciava a dare spazio al proprio caratteraccio. L’unica vera paura era poi che il cielo gli cadesse sulla testa.


Cleto Ferrari, referendista 

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