Dopo i recenti articoli sui quotidiani la domanda è più che legittima.
Il progetto
intrapreso alcuni anni fa , creando un consorzio tra alcuni attori svizzeri e
italiani non ha dato i frutti sperati.
Il servizio sul lago Maggiore , parte svizzera non ha fatto che peggiorare, sia come frequenza delle corse sia come attracchi serviti.
Ora questo
accordo è arrivato in scadenza, e stranamente si è attesa la data ultima per
reagire e rendere pubblica una situazione che è ritornata al punto di partenza.
Il lago
Maggiore non è il lago di Lugano: la topografia, le dimensioni e le
caratteristiche dei paesi toccati sono molto diversi.
Se a Lugano
possono organizzare delle crociere anche diurne e fare un giro del lago che può
anche durare l’arco di una giornata con fermate anche prolungate, sul lago
Maggiore l’attrattiva forte sono solo le isole di Brissago.
Ma questo non
per dire che le altre zone non destano interesse. Anzi, ma sono poco promosse
turisticamente. Se poi i natanti non attraccano peggio ancora: prevalgono solo
le mete come Locarno , Ascona e le Isole.
Ebbene ora la
situazione preoccupa perché in gennaio il direttore della navigazione di
Lugano; Ferrazzini, a portato a conoscenza del pubblico e delle autorità una
situazione di stallo e di nessun accordo con la Navigazione italiana , per
continuare sulla strada intrapresa.
Tale
informazione, sicuramente finalizzata a smuovere chi di dovere, non sembra
abbia portato ad alcuna reazione ufficiale. Anzi , oltre alla denuncia della
situazione si è proceduto al licenziamento di tutto il personale. Nonostante i
vari distinguo di Ferrazzini, questo significa che la navigazione a Locarno è
finita con questo tipo di gestione.
Tutti
ricorderanno i buoni propositi , quando il consorzio fu creato: armatori in
pompa magna a proporre l’acquisto di natanti, bacino di carenaggio, battelli
ecologici e veloci.
Ma poi nulla
di tutto questo.
Ancora
recentemente qualche fantasioso proponeva una gestione affidata alle FART di
Locarno. Proposta, correttamente rifiutata da questa azienda, in quanto non
competente in materia di trasporti sul lago.
Ora c’è
oramai il rischi concreto che tra qualche mese , all’inizio della stagione
turistica , la navigazione rimanga al palo.
La soluzione
è una sola a questo punto: riprendere un discorso serio con la navigazione
italiana, delegando a loro, come già a suo tempo anche la gestione della parte
svizzera . Mantenendo però almeno quelle facilitazioni sui biglietti e
abbonamenti introdotti con il consorzio.
Poi l’ente
pubblico dovrebbe poi partecipare alle spese di gestione del trasporto, come
fatto con il consorzio, affinchè gli italiani abbiano le risorse per una
migliore gestione del lago anche sulla parte svizzera.
Non
dimentichiamo che i comuni sono proprietari degli scali, investimento non
indifferente, econ costi di manutenzione.
Ci si aspetta
una pronta reazione da parte degli attori in campo: comuni, cantone e
confederazione.
E chissà se
la sensibilità dimostrata alcuni anni fa da tutti possa essere rispolverata,
finalizzata ad un miglior sfruttamento di questa via di comunicazione
fantastica, a beneficio di tutti!

Chi si è occupato del consorzio sono dimissionari, e non hanno alcun interesse a caricarsi di problemi e i candidati non hanno alcuna influenza...
RispondiEliminaEsiste o esisteva un progetto chiamato PALOC che si occupava del piano (a) viario del Locarnese e che prevedeva lo scalo principale di collegamento del Gambarogno, creando un nuovo scalo e il nuovo capolinea dei bus, investendo diversi milioni. Nulla è stato concretizzato e da sperare che non si vada poi a portare in avanti tali progetti con una situazione dove la navigazione ..galleggia al largo ,incontrollata.
RispondiEliminaDel resto questo PALOC non ha mai portato granché di interessante nel Gambarogno, tranne qualche tratto di pista ciclopedonabile , costosissime e in zone che non interessano nessuno. Avessero almeno completato i marciapiedi tra i diversi paesi.