“Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte nel tuo cuore” (Eleanor Roosevelt)/font>

domenica 9 agosto 2009

Il bosco svizzero conquista terreno


La superficie boschiva si sta estendendo sempre di più nella Confederazione, segnatamente al sud delle Alpi: il cantone Ticino e i politici a Berna seguono con preoccupazione questa evoluzione, tentando di individuare i correttivi più adeguati.
L'ingegnere forestale Romano Barzaghi – in mezzo a un castagneto sopra il villaggio ticinese di Cademario (regione del Malcantone) – indica una montagna vicina, alta 931 metri: «Durante la seconda Guerra mondiale, quest'area era un enorme campo di patate. Oggi è soltanto bosco», spiega.
A quell'epoca la Svizzera si trovava in una posizione isolata; i generi alimentari erano scarsi e ogni Stato doveva garantirsi il proprio sostentamento. Con il passare del tempo la situazione è mutata, e il fabbisogno ha potuto essere colmato grazie alle importazioni.
Oggigiorno, soltanto pochi abitanti del Malcantone praticano l'agricoltura. Buona parte dei residenti in questa regione si reca infatti ogni mattina a lavorare nella piazza finanziaria di Lugano o nell'area industriale di Manno.
Il processo di inselvatichimento dei fianchi delle colline e delle montagne ha nel frattempo assunto ampie proporzioni: «Nel giro di alcuni decenni, anche in seguito al cambiamento climatico, il bosco avrà raggiunto anche altitudini elevate», sottolinea Barzaghi, mostrando la catena montuosa che dal Monte Lema conduce al Monte Tamaro. In quella zona vi sono ancora pascoli alpini.

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