Dopo la sorpresa — per alcuni, ma non per altri — del cedimento dei ciclopi di sostegno della passeggiata a lago di Porto Gambarogno, arriva ora una ditta svizzera nel tentativo di tappare la falla ed evitare nuovi cedimenti.
Una vicenda che riaccende inevitabilmente la polemica: possibile che nessuno avesse previsto quanto stava accadendo? E soprattutto, chi pagherà il conto di errori e interventi tardivi?
I cittadini sperano che i nuovi costi ricadano su chi doveva garantire lavori fatti a regola d’arte, e non ancora una volta sul solito Pantalone.
“Sarà difficile far sostenere dei ciclopi a una discarica”
RispondiEliminaSi chiederà un credito per lavori supplementari che naturalmente pagheranno i cittadini. Non credo che chi dirige i lavori del porto (direzione lavori) si assumerà la responsabilità per quanto accaduto. Come è che si dice in questi casi? Meglio far finta di niente!
RispondiEliminaHo letto sul blog della concorrenza, che pagano le assicurazioni (affermazione del comune perciò non rassicurante).
RispondiEliminaQuì sembra che la medicina sia peggio della malattia.
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